Note a margine n. 578

I STA COME D’AUTUNNO...

Non credo che oggi esista un rimedio efficace per ‘vaccinarsi’ e pararsi il culo dal rischio di beccarsi l’epiteto di categoria ‘ista’. Così, d’emblée, appioppatoci quando meno te lo aspetti, anche da chi meno te lo aspetti. E soprattutto, anche a cazzo. Più che spesso.
Non so bene per il passato; ma, a fronte di qualche ricordo più o meno sbiadito, sono propenso a ricordare che, se non per motivi di prudenza espressiva, per questione di logica, la casistica e la diffusione dell’uso dell’affibbiare un ‘ista’ fossero più ristretti, più circoscritti. E non certo per timidità o per riguardo, ma per il semplice fatto che allora l’affibbiatore aveva quel minimo di pudorrazionalità che gli impediva di dire cose gratuite, non sostenute, cioè, da un minimo di argomentazione. Insomma, di dire una stronzata.
Scavando a ritroso, ne rammento qualcuno – e mi limito a quelli sociopolitici che evocavano concetti ben chiari, nati e consolidati nelle menti di pensatori e nei tempi, radicati nel lessico e definiti nei significati – a partire da interventista, comunista, stacanovista, marxista, sciovinista, franchista, peronista, socialista, fascista, nazista, squadrista, nazionalista, capitalista, qualunquista. Qualche altro certamente mi sfugge. Lo aggiungerò.
L’ ista, poi, cominciò ad essere usato specialmente come componente d’ingiuria, specialmente in sociopolitica, per stigmatizzare gli avversari. E la gente-bue se ne appropriò a convenienza, ne fece tesoro convinta d’aver trovato la comoda sintesi prefabbricata nazionalpopolare di quel pensiero che le mancava, lo stemma, la bolla, lo slogan distintivo per sé e per gli altri.
Vado a braccio. Classista, femminista, maschilista (sfociate oggi nel volatile sessista), populista, brigatista, classista. europeista, berlusconista, persino renzista, sovranista, tronista, buonista, fancazzista; da ultimo ma non ultimo, ho letto finanche salvinista. L’inflazionato razzista, oggi primo assoluto in graduatoria e profuso in quantità industriali, meriterebbe un’ adeguata trattazione a parte, non foss’altro per il fatto che è stato disconosciuto come inesistente il lemma razza, abiurato e registrato nel libro nero delle parole bandite e impronunciabili. Una delle tante stramberie di questo nostro strano Paese che s’inoltra nei tristi grigiori dell’autunno al richiamo di guide orbe o devianti.
Confesso che per la gran parte di questi non mi è molto chiaro il significato esatto, davvero; e quando l’ho chiesto m’hanno guardato male. Con ostentazione sospettosa e zero risposte.
Francamente auspico che risparmino il cazzaro. Così, a pelle; è una cosa mia…

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2 risposte a Note a margine n. 578

  1. @novella ha detto:

    Esilarante…
    Ti è sfuggito “benaltrismo”…reca anch’esso il crisma delle bizzarrie patologiche che descrivi.

    • michelelamacchia ha detto:

      Mea culpa. Col tuo permesso vorrei aggiungerlo prima della prossima pubblicazione cartacea. Ho già pubblicato in due volumi le note sino alla n. 405. Tra poco pubblicherò il resto. Grazie.

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