Note a margine n. 488

ovvio

DURA LEX, SED LEX NON DURAT

Immigrazione, ingresso, accoglienza. In effetti, è illusorio immaginare che la strada intrapresa dai nostri signori del potere possa condurre a qualcosa di buono e di sostenibile. Quest’ accoglienza indiscriminata e disorganizzata di un flusso enorme e continuo di sopravvenuti in massa, in quanto impostaci paternalisticamente, manu militari e senza la consapevolezza di un progetto di limite massimo, ha sollevato e alimenta giorno per giorno un profondo senso di paura e di risentimento soprattutto verso chi di fatto, forse solo in pratica, forse anche per volontà o per incapacità, è connivente e colluso di questo grave fenomeno invasivo. Gli italiani, in gran massa, sono talmente spaventati ed esasperati, stuprati nelle loro libertà persino di parola (che di là si cominciare a soggiogare un popolo), sono pronti a seguire chiunque gli faccia intravvedere la reale possibilità e volontà di gestire, arginandolo prima di tutto, il fenomeno dell’ occupazione omologata dei loro spazi vitali, della sottrazione impunita della loro sicurezza, della folle ritorsione contro chi, messo al strette, scelga di autoproteggersi alla meglio piuttosto che immolarsi inerme sotto le mani di un selvaggio massacratore consapevole del vantaggio legale e giudiziario riservatogli da una gestione ‘particolare’ dalla legge. Una legge ingiuriosamente inflessibile soltanto contro gli italiani. Ma non dura.
E’ folle attendersi che un popolo come il nostro possa arrendersi e lasciarsi sottomettere passivamente da governanti che lo mandano al macello e sulla cui lucidità e capacità si possono nutrire ragionevoli sospetti, così come sull’ assist delle litanie pontificali che rasentano la sconcezza di una follia surrettizia. Si fermino, fermino questa mostruosità frutto della loro insipienza e della propaganda buonista! Ne prendano atto: l’ odio – se di questo si tratta – è sopratutto verso di loro che ci devono tutto, prima che verso gli invadenti che non ci devono nulla oltre il rispetto. Tutto lascia intendere che gli inneschi ci sono. Come negarlo? Il materiale è pronto a deflagrare e sarà incontrollata legittima difesa. E’ la Storia che lo insegna. Non rendersene conto o tenerlo in alcun conto sarebbero ulteriori indicatori di colpevole incapacità o di dolosa connivenza. Entrambe imperdonabili per i gravi danni indotti e a venire. Sono peccati che, prima o poi si piangono. Non si sfugge.
Ruspare ogni tanto una bidonville o un accampamento di disperati mercificati, sbandati e disillusi, è per épater le bourgeois, il contentino per il povero cittadino italiano indotto in crescente restrizione, a farsi sempre più in là; ha lo stesso senso di togliere un filo di polvere dal cumulo di macerie della nostra civiltà e della nostra identità.

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