Note a margine n. 671

LA SPERANZA

Di un noto bloggista che leggo e commento su un giornale, mi aveva attratto il titolo, la speranza; abbastanza nazionalpopolare da suscitare curiosità, e scrivere nel mio piccolo qualche banalità, rasoterra, alla propria portata. E sì, perché io non ho letto tutto il ben di Dio che se ne è scritto nei tempi e nemmeno i prodotti d’autore che qui vengono citati. Devo restare al mio posto. E ciò che potrei aver letto in passato potrebbe essere caduto nella indifferenziata del dimenticatoio senile che, per ognuno, ha i suoi tempi. Anche se lo volessi, a me mancherebbe persino il tempo per rimettermi in carreggiata, previo progetto di concreta fattibilità. Ah, la speranza! Che aiuti, che conforti, che soccorsi! Altro che aiuti Erp, altro che piano Marshall è stata e, in qualche modo, ancora è la speranza!. Che mi piace immaginare ancora come la dolce Dea che chiude la fila che la precede e, passando, a tutti lancia uno sguardo, persino un sorriso a mezz’asta. Persino ai vecchiacci avvizziti come me, col vizio incorporato di prenderne impudicamente di nascosto, di contrabbando, ma senza toglierla a nessuno. Di speranza ce n’è per tutti; scavando e rivoltando, la si trova della nostra taglia finanche nei cassonetti gialli degli indumenti dismessi. Poca roba e malconcia; e sì, anche le speranze si abbandonano come inservibili. In molti se ne fanno una nuova; pochi quelli che riescono a rinunciare del tutto. Si spera per abitudine, per istinto di conservazione. Anche senza aver letto e studiato. Senza avere a disposizione – all’ occorrenza – citazioni di sostegno dialogico. La speranza, questa cenerentola che cura il focolare della casa del cuore. Sperano anche quelli che non ne hanno bisogno e quelli che non sanno cosa sperare o perché sperare. Siamo naturali devoti alla dea speranza. Anche se pochi eletti ne conoscono il vero nome e i precisi dati anagrafici. Persino atei ed agnostici nel cuore hanno un posto per la speranza, dea per gli ultimi e per i penultimi come me, da tempo in nomination. Ora che il tempo di sacrificare a Kairòs è remoto.

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