Note a margine n. 663

L’EDUCAZIONE NAZIONALE

“Gli italiani vanno educati a…” sentenziava una ‘singolare’ tizia in carica – elegante a suo modo – che mandava gli uomini della sua scorta a ritirare gli abiti dalla modista, con raccomandazione di occultare i bustoni con la costosa griffe. Roba da irritazione; tuttavia…Condivido quando sento sostenere che sarebbe necessaria una “una maggiore quantità di pubblicità in grado di stimolare consapevolezza esistenziale, senza continuamente fare riferimento a fasulli divertimenti e svaghi”. Ecco, va bene; si proceda non per odioso editto – data la notoria insofferenza nazionale all’osservanza delle regole imposte dall’alto – ma ricorrendo ad un mezzo uguale e contrario a quello corrente: la propaganda. Quella stessa arma subdola – chiassosa o subliminale, reiterata – che suggestiona, crea emuli, stimola e consolida egoismi ed escapismi, persuade occultamente; una propaganda che, al contrario, proponga modelli opposti a quelli oggi ammanniti dai più modesti ai più efficaci mezzi di comunicazione, tv e social in testa. La propaganda – ce lo ricordano, in negativo, gli studi del dr. Goebbels e, in altro modo, Marx, etc. – ha una forza travolgente che, se ben condotta e diffusa, converte diffusamente il popolo, ad ogni livello culturale, critico ed economico. Quante conversioni ai principi religiosi e ideologici, quanti eventi storici sono frutto di opere adeguate e finalizzate ad hoc? Perché, dunque, non ricorrere a questo mezzo per seminare e coltivare tra la gente la “consapevolezza esistenziale” cui sento accennare? Ma… e la libertà? si chiederebbe, giustamente obbiettando qualcuno. Risponderei – chiedendo a mia volta – ma la libertà esiste davvero? E che cosa è esattamente? Una domanda che riproposta a più persone, in territori e tempi diversi, otterrebbe svariate risposte e soggettive definizioni.
“E’ certo che un uomo può fare ciò che vuole, ma non può volere che ciò che vuole”, disse Schopenhauer sfatando il mito della felicità. Non credo che sbagliasse di molto. Ananke, divinità della necessità, governava gli uomini e persino gli dei. Peraltro, la propaganda, s’intende, necessita di esempi e uomini credibili, in linea col messaggio. E questo complica molto le cose. Ahimè.

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Una risposta a Note a margine n. 663

  1. gaetano vignola ha detto:

    E la libertà é silenziosamente condizionata dalla silenziosa propaganda che, senza accorgerci ci sta travolgendo

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