Note a margine n. 641

FUMATE

Un’altra fumata nera. Sono bruciate le ore e relativi costi. No problem, paghiamo tutto noi. Ore e ore per presentare l’ennesima mozione di sfiducia e ore e ore per esprimere il voto palese, chiamare e richiamare i ritardatari, ricominciare il giro. Prendere atto dei soliti assenti, in genere, i pezzi grossi che, non volendo sfigurare astenendosi, si imboscano nella peracottareria del commodus discessus, e gli astenuti che, quanto a senso civico, politico e umano, rispetto ai primi, fanno un figurone di gentleman doc, anteguerra. Forse dobbiamo aspettarci un nuovo ministro/a. Pretium doloris. Danni punitivi.
In un consesso politico così come quello che ci ritroviamo saldamente abbarbicato alla poltrona – non senza una nostra dose di negligenza operosa o omissiva – è logico chiedersi se i cazzari più cazzari della categoria cazzara non siano quelli che continuano a presentare mozioni di sfiducia. I quali, dopo aver constatato, un certo numero di volte, che le loro mozioni di sfiducia – ma anche emendamenti e altro che da loro provenga – hanno preso tutte, puntualmente e a prescindere – la via del cestino della carta straccia, perseverano imperterriti a presentarle. Sarà un gioco delle parti, non saprei: ma la figura assicurata è quella di chi, essendo già stato inchiappettato, ci riprova. Autolesionismo o amore no limits. Per la categoria facciamoci del male.
Certo, restano comunque a registro, come la raccolta delle figurine Panini, le mozioni tentate e naufragate, partite da chi ci avrebbe motivi di mandarti affanculo. Ma, giustapposti, restano anche i relativi smacchi di ritorno. E fanno male. Con un nuovo ministro/a, un presente p.r. Da un nuovo invitato al banchetto nuziale. A futura memoria. Ammesso e non concesso che gli italiani non soffrano più della solita amnesia democratica che si riacutizza puntualmente al momento del voto. Il voto popolare, sì; questo quasi sconosciuto. Il 19 porta sfiga. Almeno questo, facciamoci un nodo al fazzoletto. E al momento giusto. Se non ce lo toglieranno definitivamente, mettiamoci una bella croce sopra. E calchiamo forte.

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