Note a margine n. 639

A FRICATURA


Coi tempi drammatici che corrono, immaginate quante cose di buono e necessario si sarebbero potute fare in Italia con quattro milioni di euro? Pagati dall’Italia ai sedicenti terroristi o gang di africani. Più circa altrettanti spesi per organizzare l’operazione dei servizi segreti? Usati per riportare in patria una sedicente volontaria andata, per sua scelta, ad impelagarsi nelle zone più pericolose dell’Africa?
Una pulzella, su di giri, che non poteva non conoscere i precedenti – dato il clamore mediatico sollevato a suo tempo – rimasti ancora del tutto oscuri sin dal 2015 per mano di un’ Italia spendacciona, e sempre pronta ad aprire la borsa per recuperare ogni sgallettata che si fa prendere dalla frenesia dell’avventura africana. Volontaria in proprio, o quasi. Andata per “aiutarli a casa loro”, sua sponte o mandata  sul posto come esca, inconsapevole – utile idiota, e che, poi, si è dovuta fatta aiutare lei, a spese nostre. Ancora un volta. Dicono che certe organizzazioni hanno qui in Italia ‘agenzie di reclutamento allocchi’ e programmano la mira al malloppo, alla faccia del nostro Governo e dei controlli.
Allo sbarco dell’aereo appena atterrato, le nostre massime autorità, inorgoglite dal successo – aver ricevuto la merce pagata – allineate ad accoglierla con ovazioni da eroina.
La serie continua. Si facciano un polizza assicurativa che Pantalone i soldi li toglie a noialtri. Discesa dall’aereo in abito musulmano, sorridente, molto più in carne di quando era partita e di come l’avevamo vista, sempre ilare e sorridente, nelle diverse foto mandate su rete nazionale, “la rapita e sequestrata” ci ha tenuto subito a dire che là dove stava, stava benissimo, sta bene, che è stata trattata sempre bene, che spontaneamente si è convertita all’ Islam e che, sempre spontaneamente, si è sposata con uno del posto, insomma, ha messo su famiglia. Qualcuno ha creduto di intravvedere anche il pancione nonostante la sua mano posata proprio lì. Forse è venuta a sgravarsi qui in Italia? Chiedono.
Le domande che mi sono fatte e che ho sentito: 1) Ma allora, da chi e da che cosa l’abbiamo liberata, esattamente? 2) Lei voleva tornare o voleva restare col marito, o si riserva di chiedere il ricongiungimento amoroso? I più sospettosi si rifanno le stesse domande – rimaste tali – che si fecero nel 2015 per le due rondinelle che ci costarono 6 milioni di euro più le spese: e chi ci dice che non si sia trattato di una montatura architettata dai ‘buoni’ con i ‘cattivi’ per procurarsi e spartirsi bei soldini? Con tanto di soddisfazione del popolo bue? Del Governo. Meglio glissare.
Ecco, ci servirebbe un’indagine approfondita e allargata ad ampio raggio che muova da molto prima della partenza dell’eroica volontaria, magari condotta da uno cazzuto che non si faccia prendere tanto per il culo dall’ondata di felicitazioni dei soliti propensi a guardare le pagliuzze negli occhi dei loro nemici e non si accorgono delle travi che c’inculano tutti noi italiani. E servirebbe che, poi, ce lo facciano sapere, tutto, per filo e per segno come sono andate e come stanno veramente le cose. E non per sommi capi. Di cazzo. Ma ci contiamo poco. Già qualche giornalistashow ha avuto modo di gridare: “questi sono fatti privati suoi”!! Sticazzi. Senza averlo voluto, abbiamo strapagato bene con i nostri soldi e abbiamo diritto di vedere tutto il film. Adesso sono tutti fatti nostri.
In mancanza: nessuna nuova, pessima nuova. Andate giulivi a battere le mani altrove. Accidentacci.



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Una risposta a Note a margine n. 639

  1. Diadan ha detto:

    In effetti la vicenda, almeno come viene proposta dai giornalisti e in tv notizie, appare molto poco trasparente e i dubbi sono più che naturali. Peraltro, queste crocerossine che non trovano come farlo nel loro Paese, dove non mancano certo masse di bisognosi, mi sembrano spinte da mire diverse da quelle che vogliono dare per scontato. Quanto al rischio – se davvero si può parlare di rischio e non di messe in scena per foraggiare qualcuno da tenere ben segreto – queste dovrebbero farsi un’assicurazione privata. Il principio è semplice e sempre lo stesso:” se vuoi fare davvero del bene, fallo a spese tue”. Se no, siamo alle sceneggiate con sorpresa di imbroglio. Un modo per estorcere danaro all’Italia boccalona. Non so, ma così mi viene di sospettare. In ogni caso, sono cose che non si fanno.Per aiutarli nei loro Paesi ci sono i canali e le organizzazioni ufficiali. Ciao, prof.

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