Note a margine n. 626

FORSE IL MIO ULTIMO BLOG

Ho 82 anni e molti acciacchi gravi con cui, tuttavia, campo da diversi anni per vie delle cure. Non sono contagiato. Ma da giorni, con mia moglie, secondo raccomandazioni degli specialisti, mi sono autosigillato in casa e ne seguo attentamente le raccomandazioni. Lo faccio per me e per dovere civile verso la collettività Ma questo, forse, sarà il mio ultimo blog. E leggo, vedo e odo lo psichiatra Prof. Morelli, argomentare curiosamente e raccomandarci di non pensarci, di far finta di niente, perché – dice sorridendo rassicurante alla cogliona – pensarci abbassa le difese immunitarie e fa prendere la malattia. Fate piuttosto l’amore, raccomanda a conclusione.
Ah, ecco. Il tragicomico Don Ferrante elucubrava sulla peste e concluse che non esisteva. E ne morì. Don Rodrigo non ci pensava, se ne fotteva, e fotteva vitazzuolo. E ne morì. Cazzate manzoniane o morelliane?
In fila, negli stalag nazisti, gli internati in attesa di controllo, nascondevano le malattie e fingevano di essere recuperabili alla forza lavoro. Significava la sopravvivenza. I malati e i ritenuti, ad occhio, inguaribili, venivano tout court avviati alla morte.
Tra le cronache di oggi si legge di una direttiva tenuta segreta che dispone che negli ospedali non si perda tempo con gli ammalati ‘inguaribili’ e ci si occupi solo degli altri. Sarà questione di fretta, di spazio, di personale sanitario. Non si sa come e chi si dovrà prendere la responsabilità di marchiare un contagiato come “inguaribile”, se anche in questo caso basterà farlo ad occhio, o se sarà necessario scriverlo e firmarlo sulla cartella clinica del degente o del poveraccio che necessiti di ricovero e che, invece, viene rispedito a casa. O faranno lazzaretti appositi. Pare che l’ iniziativa, davvero inusitata, trovi la paternità in un documento “Raccomandazioni di etica clinica per l’ammissione a trattamenti intensivi e per la loro sospensione in condizioni eccezionali di squilibrio tra necessità e risorse disponibili” formulato e fatto circolare dalla società di Anestesia, analgesia, rianimazione e terapia intensiva Siaarti che raccomanda di privilegiare i soggetti “con maggior speranza di vita”. Insomma, la formula costi-benefici.
In questa logica di cosiddetta “etica clinica” e basata, detto in soldoni, sul risparmio del tempo, dello spazio e dell’opera sanitaria, è davvero difficile che si impieghi tempo prezioso per visitare davvero, valutare l’anamnesi, eseguire analisi, etc. per una persona anziana. Dati statistici alla mano, non credo che ci sia un solo contagiato, dai 70 in poi, che non abbia già gravi patologie che, in concorrenza del virus, non comportino il rischio del decesso. E che, alla veloce occhiata del medico esausto e tenuto ad obbedire, possa sfuggire al rischio di essere marchiato come inguaribile. Malgrado qualche suo trucco per parere in buona salute e “fare il giovanile” e fregare l’esaminatore che si limiterà a considerare l’età del poveraccio; magari, tabelle alla mano.
Allora, agli ospedali, basterà l’ età per essere scartato, non soccorso: cacciato (a casa o abbandonato in un lazzaretto), se sei già ricoverato , respinto se sei in attesa di ricovero. Il tutto secondo le direttive, apicali, quelle territoriali e quelle esecutive, di qualche scellerato che ha rispolverato famigerati metodi criminali di un folle amorale. Un’ ampia licenza di uccidere e per fare cose infami. Avrei sperato che la notizia fosse una bufala. Ma mi chiedo se o che cosa sappia o accetti della questione il nostro Governo per via delle sue responsabilità verso tutti i cittadini di qualunque età, senza distinzioni. Ma con certi tipi di mentalità non si può mai sapere. Mentre noi, certi tipi di mentalità, li conosciamo bene. E se ci accadesse di essere tra i condannati a morire, non avendo nulla da perdere, ci piacerebbe trovarci prima qualche momento faccia a faccia con chi ha raccomandato certe nefandezze.

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Una risposta a Note a margine n. 626

  1. gaetano vignoka ha detto:

    Mi arrendo…..da vecchio e avvocato; mi consola solo il dialogo che abbiamo letto nei Promessi Sposi fra il monatto e Renzo:” non sarai tu untorello che spianterai Milano”

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