Note a margine n. 617

QUATTROSTAGIONI

“Sarà un anno bellissimo…” Appunto; sarà. Non è bello ciò che è bello, ma è bello ciò che piace. A me mi ha fatto e mi fa sckifo assai. Così è se vi pare. A me mi, ripeto volutamente.
Maggio, anche ne 2018 è il mese delle rose; eppure, da una parte si levarono grida feroci che invocavano la messa in stato di accusa del Capo dello Stato; che non replicò. Anzi, oggi, quella stessa parte e il Presidente si sorridono all’ insegna della fiducia. Omnia vincit amor. “Chi ha avuto, ha avuto, ha avuto, chi ha dato, ha dato, ha dato, scurdámmoce ‘o ppassato, simmo ‘e Napule paisá. Cosa vuoi che sia…”Quanno nun ce stanno ‘e tramme, na carrozza è sempe pronta n’ata a ll’angolo sta già”. Trionfo della speranza sull’esperienza.
Ma, attenti ai balconi. Comincio a pensare che, prima o poi, portino sfiga. Tanto per citarne qualcuno, Romeo e Giulietta, Adolf, Benito, e zì Dima col proclama della sconfitta della povertà; poveraccia. Non la vedo tanto figa per diversi personaggi in cerca d’autore. Col cappello posato sulla poltrona: occupata.
In Aula della Camera dei deputati, insediamento e presentazione del Governo giugno 2018; al neo presidente, avvocato prof. che si presentò come l’avvocato difensore del popolo italiano (ma si scordò degli assimilati) giunsero dai banchi del PD ripetute bordate sprezzanti, tipo
“Presidente Conte, prima studi, abbia l’umiltà di studiare: non venga qui a fare lezioni. Non è qui per concederci il privilegio di vederla osservare la Costituzione. Lei ha il dovere di rispettarla. E se vuole rispettare davvero la Costituzione, prenda quel programma che ha sul tavolo e lo riscriva, prenda la lista dei ministri e la riscriva. Sono sconcertato: lei è espressione di un governo che nasce sull’inganno. Il nostro augurio è che non faccia il pupazzo dei partiti…e stia attento con le parole perché, in nome del popolo, sono stati commessi genocidi”. Non sia il pupazzo in mano ai partiti…studi, studi… che belle parole, incisive; ci aveva quasi convinto. Ma oggi è amore a seconda vista. A perdita d’occhio. In amore e in guerra è tutto lecito. Fregolismo a velocità della luce… Lo stesso presidente dei cattivi è diventato presidente dei buoni. Azze! All’ insegna della sbandierata discontinuità. De che? All’ ovest nulla di nuovo. Anzi, no. Dal tanto bistrattato Trump giungono provvidenziali e tempestive approvazioni. Un assist originale americano. Una expertise di tutto rilievo. Da appendere in studio assieme al diploma di laurea. Mica bau bau, micio micio. La Chiesa sta già dando; ma questa è un’altra storia e ci vorrebbe un lessico acconcio per elencarne con precisione le porcate e le indecenze.
Buon per noi, tuttavia, che la Suprema Corte è sempre generosamente operosa e vigile. A scuola, il panino portato da casa è confiscato, non esiste il diritto al porto di panino. E tutti quelli che pensano che questo è uno Stato di merda non lo possono dire né scrivere. E, almeno da questo lato, la chiarezza della dura lex ci dà una profonda boccata d’ossigeno. In questo soffocante, ecumenico facciaculismo – se così possiamo dire – il lumen iuris ci salverà. Siate cauti e giurisprudenti: l’errore di crederci uomini liberi è una trappola mortale. Magari, meglio libertini e meglio ancora, quattrostagioni. Ommen carrozz. Forse. Nel mio piccolo. Più o meno.

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