Note a margine n. 614

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GIANBURRASCARRAFONANDO

Il caso gianburrascarrafona, organizzato dai furbastri contro l’ Italia e colto a volo a pretesto dai nostrani imbecilli sfaccendati nautopellegrini per rappresaglia personale contro il ministro Salvini (che ha l’unico sicuro pregio di non piacergli), sta stimolando la meglio creatività dialettica del Gotha, la crème de la crème della intelligentia italiana, paraitaliana e italocittadinata.

A partire dagli assassini e a scendere, emergono – tra il trito turpiloquio, il ritrito insulto e la minaccia – sintomi significativi su cui forse varrebbe soffermarsi almeno per qualche rapida riflessione. All’impronta, cominciando dal tanto vagheggiato effetto recupero sociale della pena, al chimerico riscatto dei conti pagati, che solo quelli vengono cancellati ma rimane tutto il resto. Anche a pena scontata, un ladro, uno stupratore, un assassino, un terrorista, resta tale a vita a cominciare dall’imbarazzante passato che resta incancellabile. Anche se ci sono state pubbliche raccolte firme di intellettuali impietositi per implorare la grazia a favore dello speranzoso nella parte dell’indifferente/sprezzante. Factum infectun fieri nequit. Per il resto. nel campionario corale che, malgrado l’età abbondantemente matura, per sfogo represso. si sta distinguendo nel filone coprolalico, percepisco indizi di frustrazione, di impotenza, forse incolpevole, forse traumatica, in vena di revanchismo piuttosto isterico.

Fosse solo un gioco, considerati i soggetti fertili, sarei ben disponibile a parteciparvi certo di non sfigurare, sfoderando un congruo e adeguato repertorio ad hoc, raccolto con cura, collezionato negli anni, ben classificato, disponibile, appropriato, d’autore; e non uno accumulato alla rinfusa, di pochissimo valore, per via della genericità quattro stagioni, come quello usato dai soliti sopravvalutati intellettuali sottostress e fiacchi di ingegno e di stile. E, tanto per rendere più interessante il gioco, lo farei senza remore, anche col sostegno logico-storico di riferimenti interfamiliari che non mancano di certo e di quelli specifici di genere, per le gentili ‘signore’ e assimilate. “A la guerre comme à la guerre”. Sempre per gioco, ovviamente.

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