Note a margine n. 613

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AFFONDO

Da più parti si continua a petulare idiotamente, a gran voce e con urgenza, la riforma del famigerato Trattato di Dublino additato, ormai, come la causa di tutti i disastri connessi all’immigrazione che sta travolgendo il nostro Paese. All’arrivo e durante la permanenza. La quale, per via della quantità, della qualità e degli effetti, sempre più si connota con le caratteristiche di una invasione fuori controllo, per una serie di motivi, ivi compresi il sordido business che l’alimenta e il disinteresse o la collusione degli altri Stati membri della UE che canagliescamente e impunemente si sottraggono alle loro precise responsabilità e antepongono senza incertezze le proprie regole economiche e giuridiche. Oltre, ovviamente, alle compiacenze locali che si attivano per strumentalizzare il fenomeno al fine di sabotare la governabilità in mano avversaria e per velleitari recuperi politici dopo le ultime sonore batoste elettorali.
Dicevo ‘idiotamente’: come il volersi proteggere da intrusi e dai ladri in casa confidando nell’effetto deterrente di un cartello-avviso affisso all’ uscio e che riporti gli artt. 214 e 624 bis c.p. Dio che pauuuraa! Eppure l’invocazione litanica di un nuovo Trattato viene auspicato di continuo, manco fosse davvero questo – un semplice pezzo di carta come tutte le altre leggi già spregiudicatamente violate in nome per conto dell’ artificiosa solidarietà invocata a cazzo e tanto per – l’argine capace di contenere i banditeschi straripamenti finanziati da loschi personaggi, fanatiche organizzazioni terroristiche bisognose di armi e danaro, coordinate con l’ intruglio del committente affarismo neoschiavista e il cosiddetto buonismo salottiero. Benedetti dalla preteria di santa matrigna chiesa, sempre più sozza e depravata, omologati dalla magistratura antigovernativa, evidentemente non abbastanza indaffarata per i pur notori cazzi suoi, che non son pochi né robetta da ragazzi, leccati dalla pseudointelligentia nostrana, e realizzati piratescamente (e con ottimo lucro ed altre utilità che possiamo immaginare) da smutandate papa’s girl giovannined’arco da sgalletteria e sanculotti robinuddi da guapperia. Due esaltate categorie emissarie di sovversione premeditata, a libro paga o in proprio, che, certe di appoggi paramafiosi, si sono autoproclamate arbitri assoluti di decidere, sui popoli liberi, se nel contesto debba prevalere l’azzerante principio della loro cosiddetta solidarietà su tutte le leggi, trattati e sentenze nazionali e comunitarie, insomma su tutto il sistema dell’ordine democraticamente costituito. Nel nome di un malinteso senso del diritto e della stessa solidarietà spacciati per autentici, per umanità, le occupazioni abusive di case già sono organizzate e diffuse, ora si forzano i confini, si occupano i porti, e presto vedremo (rivedremo)le spese solidali ai supermarket, come qualcuno racconta ancora di certi soggetti che poi passarono alla carriera politica, categoria dei parlabene e razzolamale. Incautamente certi del provvidenziale oblio, mentre i vecchi, invece, ricordano bene e raccontano.
Nelle piazzette di paese la gente plaude ai sindaci spadaccini e ai preti ribelli e sbruffoni – vistosamente, perché si sappia, a scanso ritorsione, che la mafia è sempre mafia in qualunque campo – ma poi, nel segreto della cabina si ribella e gli vota contro. Sanno bene che non sono episodi occasionali, incidenti che inducano al soccorso, ma parte di un ampio e sfacciato sistema simulatorio mirato al raggiro del diritto positivo e delle nostre libertà. Alla faccia dei babbei. Soltanto i morti sono veri; ma i bastardi organizzatori quelli li hanno già messi in conto con effetto garantito a proprio tornaconto. Il cinismo rende.
Non credo che siano in molti gli italiani davvero disposti a farsi più là, a sostenere concretamente con propri sacrifici l’onere di ciò che a chiacchiere dicono e sventolano.
Nella piazza Europa, gli Stati membri – oh quanta esemplare umanità! – fanno la stessa cosa, a partire dalle bordate nello stretto di Gibilterra, passando dalle violenze di Ventimiglia, ai rimpatri charter di sedati dalla Germania, via via, o peggio. Abbiamo veduto e udito.
Nel frattempo, qualcuno ci dica a chi spetta decidere per noi, se diventeremo tutti esseni ob torto collo o se potremo ancora confidare sul valore coercitivo e sul rispetto delle regole democratiche valide per tutti. O se andremo alla deriva per le beffe che ci stanno sputtanando al libitum per mano di quattro lestofanti che fanno scuola urbi et orbi e per i deliri di qualche carnascialesca chiomatissima ledygodiva alla riscossa. A partire da una Europa faziosa, imbrogliona, minacciosa, ingannevole, che ci sta materialmente occupando manu militari. E che, così com’è, non potremo mai amare. Né conviverci pacificamente. L’attacco totale all’Italia è in atto. Attenzione! Non sottovalutiamo le talpe e gli imbecilli di casa nostra. I capitanfracassa, i matamoro, i donchisciotte, le walkirie, le virago varie, le gianburrascarrafone belle a mamma soie al confronto, sono solo spaventapasseri.

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