Note a margine n. 602

IL PEGGIO, IL PESSIMO E SCHOPENHAUER

Nel mio piccolo, antropologico residuale senile, tendo a pensare che la propensione a votare ‘contro’ piuttosto che a favore – quella che ormai rilevo come diffusamente percepita, ancorché non sempre esplicitata – acceda strettamente o:1) in forma residuale alla mancanza di un’idea che si ponga concretamente come scelta alternativa in positivo; 2) alla necessità strategica di bloccare o sconfiggere l’avversario, percepito come un agguerrito nemico assoluto, o anche alla ritenuta esigenza di pulire con la scopa, spregiudicatamente, la copiosa pletora degli individualismi e dei ‘distinguo’ bizantineggianti; quelli strettamente strumentali alla velleità di giustificare la costituzione e la sopravvivenza di un ennesimo partito, o quelli strettamente accessori all’incapacità o indisponibilità dei ‘partitòcrati’ mediocircolanti di saper mediare e trovare una sintesi coesiva tra le diverse sfumature di uno stesso orientamento ideologico. A’ la guerre comme à la guerre.
La politica, già ben definita come ‘ l’arte del possibile’, oggi può ben fregiarsi di un nome più acconcio: ‘l’arte del fruibile’. A’ la cagnotte comme à la cagnotte. Anche se d’arte ce n’è pochissima, ed è tutto mestiere, sia pure all’insegna della velleità carrieristica o dell’improvvisazione sfacciata; elementi che, ormai, sfuggono solo ai più sprovveduti, ai cerebropancisti e ai prezzolati finti tonti. In fin dei conti, i bottini di lor signori sono garantiti.
D’altro canto, lo stesso timbro del lessico scalcagnato e subalfabetizzato entrato a gamba tesa nei ranghi del ‘nuovo che viene’, ad opera di un mezzocalzettismo spocchioso e cretino, fancazzista nonché prepotente, scopre e assevera le effettive stature dei signori del palazzo; che ci siamo scelti noi e, ahimè, ci rappresentano. Sia pure a modo loro. Noi che, nel vuoto pneumatico delle serie proposte che costituiscono una vera possibilità di scelta, privi dell’opzione n.1, a sinapsi slentate, adottammo la residuale n. 2: raccattammo di tutto pur di far fronte a ciò che ci pareva il peggio. E ci buttammo, andando a finire nel pessimo. Il che conferma le parole di Schopenhauer: è certo che un uomo può fare ciò che vuole, ma non può volere che ciò che vuole. Nel mio piccolo, più o meno.

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