Note a margine n. 601

PEPATA DI COZZALI

Mi fa specie il gaudio degli italiani che si sono stropicciate le mani nell’ udire in eurovisione il neuro deputato fiammingo frangettinato alla keratina, Guy Maurice Marie Louise Verhofstadt – sì, quello che nel ’17 tentò di acquisire il M5S per soldi e per incarichi – dare pubblicamente e in italiano, del ‘burattino’ al nostro primo ministro Conte, presente. L’ eurocafonata – applaudita in loco anche da qualche eurodeputato italiano – mi ha rammentata quella del nostrano deputato, ex ministro Delrio, sì quello del Ponte Morandi, messo alla porta a calci in culo dalle nostre votazioni di marzo ’18, il quale, dopo la débâcle elettorale, col veleno alla bocca in Aula non trovò di meglio e di più adeguato al contesto e alla propria statura che apostrofare aspramente e più volte il nostro primo ministro Conte dandogli del ‘pupazzo’. Beh, sono cose che accadono nel giro buono della politica, quando si becca qualcosa diritto e tosto nel retto; la cozzalata è nature, è sempre la prima ad essere a portata di mano. Diciamo che è un denominatore comune. Lo conferma – ma con molto meno nostra sorpresa – pure il recentissimo dibba che, ritemprato dalla lunga e soleggiata robinsonata, è tornato in Italia per dire pubblicamente – sempre al povero Conte, ormai bersaglio fisso dei cozzali e assimilati – di ‘non rompere i coglioni’, a favore di telecamera.
Ormai è il lessico particolare il fiore all’occhiello che, come ‘a livella decurtiana, connota e appiattisce, direi piuttosto in basso, lo stile dell’homo politicus in genere e ci fa apparire lontano di secoli e persino tenero l’epiteto del Berlusca che scandalizzò tutti quando in aula porse ad un signore, ma non tanto, garbatamente su un piatto d’argento un pur meritatissimo “kapò”.
Ora io non so se il bergottinfrangiato, passato direttamente dalle prove d’allenamento allo specchio allo scranno istituzionale, è venuto di suo o se ce lo hanno mandato a fare quella monumentale figura di merda su committenza, mostrandoci pure di prenderci gusto, perfettamente a suo agio nell’elemento. Come accade per coprofagia. Ma anche gli orientamenti alimentari, come i sessuali, sono dati sensibili e vanno taciuti.
Ma questo è solo un dettaglio, un particolare modesto che nulla toglie o aggiunge all’imponenza della cagata che lo ha iscritto direttamente e iure proprio nelle pagine degli annali dell’attuale sistema europa, evidentemente sempre più a corto di soggetti come Jean Monnet, Robert Schuman, Altiero Spinelli, Alcide De Gasperi, Paul-Henri Spaak, Konrad Adenauer, ecc. Sia pur a diverso titolo, ovviamente.

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