Note a margine n. 581

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LA CROCE

Isola di Lesbo. Dopo l’arrogante e perentoria intimazione al Sindaco, da parte delle Ong, “Si sbarazzi di questo simbolo religioso: è razzista”, la grande Croce eretta a settembre scorso dagli abitanti, su una roccia a picco sul mare sotto il castello di Mitilene, è stata vigliaccamente distrutta, nella notte del 7 ottobre, per mano di qualche selvaggio. Il pretesto accusatorio? Essere “offensiva per i migranti” che nell’isola ammontano già a circa 6.500, cristianamente accolti, proprio secondo l’insegnamento di quel simbolo, sacro o, comunque, significativo per gran parte dell’Umanità da oltre due millenni.
Per credenti o non credenti, in ogni caso trattasi di atto blasfemo la cui inaudita violenza trova terreno fertile nella prepotenza aggressiva e nella corrispondente vile piaggeria o nell’utilitarismo di esponenti di un indecente sistema affaristico grossolanamente dissimulato sotto la parvenza della solidarietà e di una incultura oscena e indegna di trovare posto in contesti civilizzati. Altro che semina di odio e xenofobia che si imputa a chi oppone resistenza a questo tristo fenomeno di mercificazione di esseri umani; qui siamo agli atti provocatori, alle prove di forza, alla tracotanza e alla complicità attiva di gente prezzolata che agisce su commissione o nella sciocca mira di accreditarsi presso chi viene per piantare altri vessilli e dominare in occidente con la nota intransigenza che – nel migliore dei casi – ci riporterà indietro, alle nefandezze dei secoli più bui della Storia. Un atto che non può essere sottovalutato da chiunque abbia raggiunto un grado civiltà avanzato e che deve trovare una sanzione adeguata, nella legge e nella pubblica opinione. Lasciar correre ingenererebbe la convinzione di una debolezza e di una supremazia. La Croce non è solo simbolo religioso di Cristianità: lo è di una diffusissima Civiltà ultramillenaria. Gli abitanti la stanno ricostruendo; e, questa volta, la sorveglieranno e la proteggeranno. E faranno bene. Se il tempo della pace è finito, è finito; e il tempo di porgere l’altra guancia? Nonostante le migliori intenzioni, corre rapidamente pure quello.

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4 risposte a Note a margine n. 581

  1. michelelamacchia ha detto:

    Ho ripreso oggi le mie “Note a margine n. 513″ da me postate il lontano 27 agosto 2017 col titolo” BERGOGLIO E SPREGIUDIZIO” (leggibili ancora in rete) per rileggerle e postare un breve commento. Me ne ha offerto occasione e spunto la elogiativa recensione di Carlo Franza, pubblicata nel suo blog (Scenari dell’arte) ne Il Giornale di oggi, sul libro “BERGOGLIO E PREGIUDIZIO” scritto e pubblicato in questi giorni da Mauro Mazza “.. giornalista di talento e volto della RAI, scrittore di saggi e romanziere…”. Una ispirazione.

  2. @novella ha detto:

    Che tristezza, ma anche che rabbia; e d’altronde siamo in guerra, è giusto e doveroso resistere e reagire in tutti i modi. Bene ha fatto la gente dell’isola a rifare la croce, senza lasciarsi intimidire.

  3. gaetano vignola ha detto:

    dove il secondo, futuro passaggio?

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