Note a margine n. 576

LA CHIESA.IL SILENZIO E’ LORO

Se, per davvero, l’unica alternativa fosse quella indicata da Bergoglio (il silenzio o l’eccessiva pubblicizzazione da chi non condivide la sua linea) io non opterei per il sostegno del primo che, in questo caso, sarebbe di tipo omertoso, mirato a nascondere, a violare il comune diritto all’informazione e alla conoscenza, a travisare la superiore sacralità dello spirito. Specialmente per la considerazione che la Chiesa è una istituzione religiosa che presuppone e pretende fede, affidamento, fiducia. Riguarda le anime; per chi ci crede.
Certo, la enfatizzazione o la distorsione sono sempre in agguato; ma il senso critico può sopperirvi. Inaccettabile, infatti, è il voler far passare l’idea che siamo una massa di sciocchi o, peggio, che la religione sia ‘cosa loro’.
Il silenzio dissimulante, invece, è malizioso, ingannevole, ipocrita e manifesta anche il mancato ravvedimento. Il che accentua il male già fatto e quello in corso. La confessione, l’ammissione e il riconoscimento pubblico delle colpe commesse sono l’unico vero sintomo di un possibile pentimento e dell’intento di non più sbagliare: sono la prima delle pene da scontare per riequilibrare, se possibile, il peso dei disvalori consumati da parte di chi ha abusato della credulità e della buona fede delle vittime e dei fedeli in genere. Un grande gesto della Chiesa che ispiri lealtà è la base necessaria per una sua vera rinascita, una solida sua riedificazione. La Chiesa deve essere grande o non è Chiesa; deve avere, ritrovare prestigio ed autorevolezza. Sostenere, come fa il suo boss e relativi bravacci italiani, che la chiesa stia vivendo una ‘grande evoluzione interiore’ e che, pertanto, occorrerebbe averle il riguardo del silenzio, è argomentazione paracula in aperta e spregiudicata contraddizione con quanto la stessa combriccola ha sempre sostenuto quando le ha fatto gioco di marketing sostenere che ‘contro gli orrori bisogna gridare’.
La chiesa della reticenza, dei pelosi cavilli gesuitici, dalle arzigogolate autodifese ‘sartoriali’, barricata nelle secretazioni a difesa, audace solo nelle sfacciate e frequenti incursioni moralistiche nei territori altrui, a cominciare dal nostro, è bulla e vile, impostora, cialtrona, indecente, deplorevole. E’ solo un’autonegazione. Ed è così, purtroppo, che di frequente sbarca in cronaca e viene percepita diffusamente. A buona ragione. E, francamente, a me ripugna e suscita ostilità. Tanto per essere chiari.

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