Note a margine n. 567

LA VOCE DEL SILENZIO

Considerato che in ogni nostra azione e comportamento spontaneamente viene messo in gioco, prima di tutto, il livello della nostra intelligenza, mi chiedo sempre più spesso se o quanto sia normale il fatto che abbondanti soldi pubblici (di tutti i cittadini senza distinzioni) possano andare sprecati per continuare a mantenere al Parlamento e in magistratura – con agi e privilegi – qualcuno che si occupa, a tempo pieno o quasi, di prendere di mira e attaccare 24h questo o quel personaggio politico, tentando di demolirne la figura e ciò che rappresenta, ad ogni costo e con qualsiasi mezzo. Molto spesso rimediando figure di deiezione, per via dei mezzi utilizzati e degli esiti di segno del tutto opposto a quelli ambiti.
L’hanno fatto avantieri, l’hanno fatto ieri, lo rifanno oggi. Criminalizzare è la parola d’ordine, è tassativo, prioritario, esclusivo. Il pensiero dominante della politica degli straccioni mentali. Ecco perché cazzari e fancazzisti, oltre agli ideologisti, competono tra loro per cimentarsi per fare più casino possibile e con la speranza di farsi un nome in cronaca, un bel input carrieristico. In certi contesti è così che vanno e cose, oggi. Una meritocrazia tutta loro.
Trattasi, infatti, di forme di aggressività compulsiva contra personam di tipo ossessivo, meritevoli di essere esercitate in altri contesti, là dove, magari, il protagonismo maniacale e i malcelati rancori personali non possono sostituire l’obbligo prioritario che certi soggetti pubblici hanno di lavorare, invece, seriamente e costruttivamente, a favore del Paese e di tutti gli italiani essendo a libro paga di costoro. Non farlo è criminale; non pretenderlo e continuare a tollerarlo è immensamente stupido. Un consenso dell’avente diritto concesso per ignavia o per effetto del dilagante terrorismo lessicale che, tappandoci la bocca, ci avvilisce e schiavizza all’insegna del “silenzio, il nemico ti ascolta”.

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