Note a margine n. 558

DA ANZIANO

Mai fatto prima; ma voglio farla qui, una tantum, una postilla alle mie ultime note n. 557, a chiarimento. Tanto, non ci ho molto altro o di meglio da fare. Ad adiuvandum di qualche altrettanto sfaccendato mio lettore.
Da anziano coinvolto in pectore, l’idea di scriverne m’era venuta dopo aver udito e apprezzato l’intervento in Senato dell’ anziana neosenatrice a vita Liliana Segre e letto il blog di un titolatissimo giornalista – apprezzabile perché riscontra i commenti dei lettori – che così stigmatizzava una curiosa idea dell’altrettanto anziana di Dacia Maraini: “… ad un certo punto della vita, al fine di non recare nocumento a se stessi ed agli altri, lo Stato ci impone la revisione della patente di guida fino a togliercela. Sarà il caso di estendere questa utile revisione alla mente di alcuni scrittori, che potrebbero passeggiare in silenzio in montagna o al mare, invece di continuare a sprecare carta ed alberi. Sarebbe il caso che, giunto allo stesso punto della vita valido per il ritiro della patente, uno scrittore avesse la fortuna di trovare qualcuno che gli dicesse: “Questo magari no, non lo pubblichiamo”. E tra i suoi commentatori: “...un crimine investire e spendere soldi in una persona di ottantasei anni… tali risorse dovrebbero essere investite su giovani meritevoli….”? A quest’ultimo avevo replicato brevemente: “Un’opinione più che severa. Goethe scrisse che ‘il vecchio perde una tra le principali prerogative dell’uomo, quella di essere giudicato dai propri pari’. Doveva aver avuto ben altri maestri e un cervello capace di capirli. Forse, per questo fu ed è Goethe; e non un quisque de populo”. Non occorreva altro; non poteva servire.
Al primo, invece, avevo così argomentato, tuttora senza riscontro. “…è anche possibile che la Maraini – ottuagenaria scritta in grassetto – abbia affermato qualcosa di infondato, inesistente, irrazionale. Ma potrebbe capitare a tutti, a prescindere dall’età – e capita, eccome, anche quanto a soggetti ‘giovanili’ – con conseguenze molto più e veramente dannose (v.si Capi di Stato, statisti vari, etc.) d’essere autori di una boutade di uno scrittore così avanti con gli anni. Di quella età o oltre, ho nitidi ricordi di persone capaci di cose lontane anni luce su piano della cultura e della razionalità, dell’analisi, della sintesi. Vogliamo parlare di giornalisti, tanto per restare in tema? Da piccolo borghese provincialotto, mi vengono presto in mente, tout court, Guerriero, Montanelli, Biagi, etc. di filosofi come Croce, scienziati come Rita Levi Montalcino, Renato Dulbecco, Bertrand Russel, etc. Ma la serie dei profili possibili è lunghissima. Tutta gente cui – per nostra somma fortuna – nessuno degli analfabeti mediocircolanti o delle mezzecalze dal curriculum raccogliticcio buono pour épater le bourgeois ha mai avuto l’improntitudine di far verificare, ad un certo punto della vita, di essere in grado “…di fare un ragionamento scientificamente accettabile, parla e scrive.” Come per una comune revisione della patente. O per il suo ritiro. Io – che c’entra? – da ultraottuagenario sono già out di mio; ma mi calo gli anni. Abusivo, fino a quando non mi scoprono e mi prendono a pernacchie, a prescindere.” Che impresa la vecchiaia!

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