Note a margine n. 538

idi

VICINI ALLE IDI DI MARZO

Basta la testarda e dissennata ostilità dei personaggi al potere avverso un serio e concreto progetto di legge che finalmente ponga fine alla penalizzazione dell’autodifesa da aggressioni alla vita, alla integrità fisica e ai propri beni, per dirla lunga su uno Stato che, attraverso gli ideologismi interpretativi di certa magistratura e loschi maneggiamenti legislativi, tende a deprivare il cittadino persino delle sue elementari libertà più naturali (che non abbisognano di altre legittimazioni) e accentrarle avocandole a sé, per non perderne il dominio, anche quando non è in grado di provvedervi lui, non foss’altro che per ragioni di tempistica o carenze. Una sicura ‘strage degli innocenti’ – già in atto da tempo, sotto gli occhi di tutti e sotto lo sguardo indifferente di chi, invece, dovrebbe tutelarci – non è preferibile al possibile ‘far west’ paventato da subdoli, sfacciati personaggi che ci ritroviamo in lista. Uno Stato accentratore, prevaricatore, terrorista sanzionatore delle vittime e perdonista dei criminali, che a tutti regala le cittadinanze e a noi italiani di fatto ce le sottrae sostituendole con le sudditanze. Il nostro Paese, le sue identità personali e patrimoniali, sono ormai preda libera da richiamo appetibilissmo dalla crema della inciviltà e violenza. Le avanguardie e i basisti infiltrati già ci sono, persino piazzati tra i candidati al prossimo Parlamento. Sostenuti dai criminali italiani che professano le dissennate teorie della ‘educazione degli italiani’, delle porte aperte a tutti, i tutti che poi aprono tutte le porte altrui, impunemente occupano, espropriano, saccheggiano, assalgono, stuprano e denunciamo di ‘razzismo’ chi semplicemente osi protestare, magari, usando le parole messe all’indice nel dizionario proibito dai conniventi italiani. Marzo è alle porte. Se non ora, quando avremo la possibilità di scuoterci dal giogo impostoci dalla follia antitaliana alimentata dalla brama di vendette legate al colonialismo, dalla diffusione di religiosità violente in vena di ritentare l’occupazione, dal vento pampero giunto da lontano come una maledizione esiziale sino a noi e dal mercimonio di sordidi interessi? Non devono poter passare; non farebbero prigionieri ma solo schiavi o morti. Costi quel che costi, mostriamo almeno un’ultima volta d’essere veri cittadini non rassegnati, non arresi, non piegati dalla paura, dal fatalismo e dalla neghittosità. Corriamo al voto a bloccare le strade, a saldare i conti. Facciamo che le fatidiche Idi di marzo quest’anno cadano il 4. Scegliamo persino il voto al diavolo, ma riprendiamoci dignità, libertà, e un futuro da lasciare ai nostri figli! In mancanza, ci meriteremo l’inferno che ci aspetta. E non avremo né perdoni né misericordie da nessuno.

Questa voce è stata pubblicata in Uncategorized. Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...