Note a margine n. 534

PRENDERE I VOTI

 

Il voto individuale, come scelta di un programma sociopolitico о di un candidato, si potrebbe definire libero solo se: 1) consti in un consenso critico (compiutamente) informato; 2) sia non condizionato dai bisogni, materiali о ideologici, individuali e sociali dell’essere umano, humus fertile dove attecchiscono l’effetto-promesse di ciò che la maggioranza dei votanti si aspetta e l’effetto-demolizione denigratoria dell’avversario.
Tuttavia, si tratta di due condizioni che sono solo realtà concettuali e, come tali utopiche, e pertanto, il voto, continuerà ad esprimere una volontà condizionata, come accade per ogni nostra scelta.
Persino dall’emotività di revanchismo, più о meno, motivato dal fardello del pregresso о dalle aeree di future prospettive. Le campagne elettorali, dotate di ingenti fondi nei Paesi più avanzati, sono ormai affidate a specialisti della messaggistica e dell’ apparire, maestri nella psicologia di massa e a interventi ben architettati di testimonial scelti fuori dall’ ambiente politico e ben prezzolati.
Lobby a parte, forse in nessun altro campo, come quello della scelta del voto, l’uomo chiamato al voto pecca di ragionevolezza, di concretezza, di obbiettività sulle priorità molto spesso ingenti e incombenti. Sulla collettività ma, prima di tutto, sulla propria sfera di interessi. E’ un male? Forse. Ma come immaginare che si possa prescindere dallo sdegno di chi si senta profondamente tradito nelle proprie aspettative e metterlo in secondo ordine di rilevanza rispetto ad altri problemi?
Come si potrà davvero perdonare o solo prescindere dall’ arroganza dei politici che hanno smesso ogni rapporto col Paese reale, avventurieri acceduti alla bagarre elettorale come ad un concorso per un posto sicuro e remunerativo, che poi hanno messo le mani sulla Costituzione per depauperarla, spocchiosi cacasenni che hanno pasticciato sulla lingua italiana per renderla ridicola, maestrine che vogliono “educare“ gli italiani, ad accogliere, a votare, persino! Personaggi che hanno mortificato il nostro Paese abbandonando gli italiani in gran parte nella miseria più nera e tutti nelle mani di una invasione selvaggia di massa e dell’ affarismo d’accoglienza, della follia delle porte aperte a tutti, delle requisizioni dei proprietà private, politici delle parentele bancarie, politici pavidi che ci costringono a subire violenze e aggressioni senza difesa, nemmeno con le parole, delle pensioni d’oro e quelle miserabili, dei contratti Rai senza decoro, dei crocifissi rimossi per una fantozziana riverenza verso stranieri, esaltati che vogliono elargire lo ius soli erga omnes,…Insomma tutti responsabili di una novella Caporetto?!
Ecco perché temono il voto come presentazione del conto da saldare. La furbizia supplisce la loro coscienza e, senza pudore, si predispongono ad accoppiamenti ibridi e a impensabili accordi di pax mafiosa.
Non parliamo di voto libero: ma questo sarà sempre il meglio metodo possibile. Se non altro, è quanto di più utile, efficace, di più opportuno e conveniente come una sonora lezione e monito per molti.

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