Note a margine n. 530

gioconda

SCUOLA E LEZIONI GENDER

Dichiarazione universale dei diritti umani, art. 26 per il diritto all’istruzione, Comma 3: “I genitori hanno diritto di priorità nella scelta del genere d’istruzione da impartire ai loro figli”.
Non è la statuizione di un diritto da parte della legge (che potrebbe sempre cambiare secondo gli orientamenti politici prevalenti), ma una formale presa d’atto, il riconoscimento ufficiale e solenne di un diritto naturale, preesistente, strettamente connesso alla genitorialità. Ne consegue che ogni genitore ha diritto di conoscere preventivamente l’offerta formativa di una scuola, onde poi, fare delle scelte consapevoli nell’ indirizzo e nella iscrizione del proprio figlio, optando per Istituti a cui affidarlo e per corsi  a cui avviarlo. Dal suo canto, la scuola è tenuta a rispettare scrupolosamente contenuti e termini della sua offerta, adempiendo così a obblighi precisi alla stregua di adempimenti contrattuali. Eventuali modifiche – curriculari o non, o spacciati per tali, o peggio, per obbligatori ‘integrativi’ – in corso d’anno scolastico non possono essere validamente opposte/imposte ai genitori dissenzienti o non efficacemente informati preventivamente, onde, costoro, rimessi in termine, possano assumere, senza esiti pregiudizievoli, liberamente e senza biasimi di sorta, diverse decisioni quanto ai propri figli, specie quelli ancora in età prepuberale. Nella fattispecie di ‘lezioni’ circa le fenomenologie sessuali – tema che oggi si vuole imporre a cura di agguerrite frange di interessati a vario titolo – allo scopo di escludere apporti estemporanei e inadeguati, anche mediante sperimentazioni discutibilissime, è assolutamente necessario definire e individuare preventivamente le qualità professionali e personali dei soggetti affidatari  di ‘lezioni’ extra (senza spunti divulgativi e promozionali di orientamento), considerata la estrema rilevanza nell’ imprinting dei giovanissimi. Meglio se affidate cumulativamente e contemporaneamente ad una coppia di accreditati esperti e di diversi orientamenti, onde assicurare in classe la garanzia di una versione bilanciata, dialogica e non unilaterale della ‘lezione’, ancora meglio con l’assist di due coppie di genitori di sesso diverso e alla presenza dell’ insegnante naturale degli alunni.

Il peggior indottrinamento surrettizio si nasconde, purtroppo, anche nella banalizzazione e in subdoli ragionamenti unilaterali e capziosi messaggi offerti a soggetti la cui età non è ancora sostenuta da sufficiente senso critico e matura capacità di discernimento. La violenza morale, è sempre in agguato, sia pur sotto forma di persuasione occulta, stimolata piaggeria. I danni certissimi ad ogni livello: individuale e di tessuto sociale. Intollerabili le violazioni dei sacrosanti diritti alla spontaneità di crescita dei giovanissimi e di quelli di scelta e di vigilanza dei genitori.

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