Note a margine n. 516

PROPAGANDA OVVERO PROPAGANDA

Disegno di legge cazzara. Settembre 2017.
“Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque propaganda i contenuti propri del partito fascista o del partito nazionalsocialista tedesco, ovvero dei relativi metodi sovversivi del sistema democratico, anche attraverso la produzione, distribuzione, diffusione o vendita di beni raffiguranti persone, immagini o simboli a essi chiaramente riferiti, ovvero ne fa comunque propaganda richiamandone pubblicamente la simbologia o la gestualità, è punito con la reclusione da sei mesi a due anni. La pena è aumentata di un terzo se il fatto è commesso attraverso strumenti telematici o informatici”. Hai detto un prospero! Un aborto legislativo bocciato senza mezzi termini persino dall’anziano storico comunista prof. Luciano Canfora.

Soltanto per il fatto che in Italia non abbiamo provato sulla nostra pelle le delizie della disumanità e delle violenze, delle atrocità, degli abusi e delle purghe della dittatura del regime comunista, ancora attuale e liberamente manifestabile, questo è stato assolto e graziato dai quattro cazzari al potere che, invece, concentrano le loro attenzioni solo su quello fascista e quello nazista, altrettanto entrambi famigerati, e usano il Parlamento per fare una legge proibitiva stupidamente anacronistica essendo trascorsi utilmente circa 80 anni dalla loro scomparsa. E alla maniera iconoclasta isistalebana mirano persino alla distruzione di iscrizioni e simboli incorporati in edifici e opere, anche grandiose, facenti parte del nostro patrimonio storico, alla severa proibizione del benché minimo segno – persino di gesti e parole, e forse arriveremo anche ai cognomi da cambiare – che richiami alla memoria questo periodo, concluso, morto e sepolto, tra un poco sarà un secolo.
Nulla di ciò quanto al comunismo ancora vitale (v. Korea del nord e Cuba, campioni di violazione dei diritti umani)  nonostante la definitiva condanna inflittagli dalla Storia. E i vivi ricordi delle atrocità, notoriamente occorse anche nell’ interno e nell’ ambito di frange ben definite della stessa Resistenza.
L’ alternativa è semplice: o è vendetta personale di qualche di qualche esaltato strumentalizzatore, o un surrettizio tentativo di restaurazione del comunismo, stranamente risparmiato dal genio legislatore, ignorato come una bazzecola da sottovalutare.
Se davvero si odiano e si temono le dittature, l’ unica alternativa è la vera democrazia, matura, sicura di sé, che, per definizione, è essenzialmente equidistante dai regimi totalitari sopra indicati, a prescindere da nome e segni distintivi, e che sappia combatterli democraticamente come avviene in Germania dove la Corte Federale non ha abolito l’Npd, il partito di estrema destra neonazista, perché “mancano delle concrete e pesanti indicazioni che possano far sembrare possibile un seguito significativo ai loro comportamenti”.
Diversamente operando, ecco che si promuovono atti e leggi dispotiche del tutto simili a quelle del regime esecrato e di quello accantonato.
Un pericoloso e malcelato dispotismo in pectore che disvela una indegna impostura o il tranello di un rischio in agguato. A partire da un paio di violazioni di precise norme costituzionali da non sottovalutare. Ridicolo e ignoranza scritturale normativa a parte.

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