Note a margine n. 506

 

LA TRATTATIVA DELLA VERGOGNA

Per volontà comune a tutti partiti politici del nostro arco costituzionale, lo Stato Italiano di altro e pregresso stampo si è sempre rifiutato categoricamente di “trattare” con i terroristi e con le mafie. Sarebbe stato come abdicare alla propria sovranità, al potere di stabilire unilateralmente le norme destinate a regolamentare il funzionamento della società sul proprio territorio: diciamola così, in soldoni, tanto per semplificare. Il motto era uno, solido, indiscutibile: “col terrorismo, con la mafia non si tratta”.
Adesso, accade invece, che il nostro Governo già indecentemente sottomesso e svilito a livello internazionale, prenda la spudorata iniziativa di invitare le ONG – organizzazioni equivoche in quanto fuori da ogni legge e concreto controllo – a “trattare” sul problema degli sbarchi sul nostro territorio degli immigrati raccolti e scaricati di forza nel nostro Paese in sintonia con i ricchi mercanti umani e/o di note temibilissime organizzazioni; e che si becchi un rifiuto: conclusione ancora più turpe di uno sberleffo ad un intero Popolo e al suo ordine costituito. Un’ ennesima vergogna che ci colpisce e ci indigna profondamente.
Una espressione di debolezza e di inettitudine in aperta antitesi con la sovranità dello Stato, suo imprescindibile elemento essenziale.
Nelle mani rovinose di un Governo incapace ma arrogante e prevaricatore verso il Parlamento, massima espressione di un sistema democratico, e incredibilmente fiacco e prostituito verso cricche e combriccole che, dietro il comodo paravento di un conclamato intento umanitario non meglio definito, e con mezzi di dubbia provenienza, perpetrano ormai prepotenze marcatamente invasive e arbitri mirati a destabilizzare il nostro Paese, minarne la struttura, occuparne il territorio, eroderne la indipendenza e annientarne lo storico patrimonio identitario, economico, culturale, artistico. Complice una banda di politici italiani indegni, prezzolati o esaltati di potere, con l’ assist di una certa magistratura ideologista e di una losca e premeditata combine di apici ecclesiali vaticani, che si distinguono per trasparenti tendenze scismatiche, oltre che per diffuse indecenze e abiezioni oramai fisiologiche dei suoi militanti ad ogni livello.

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