Note a margione n. 498

bel paese

CUI PRODEST?

É appena stata pubblicata la sentenza della Cassazione che ha asserito”…”è essenziale l’obbligo per l’immigrato di conformare i propri valori a quelli del mondo occidentale, in cui ha liberamente scelto di inserirsi, e di verificare preventivamente la compatibilità dei propri comportamenti con i principi che la regolano e quindi della liceità di essi in relazione all’ordinamento giuridico che la disciplina…la decisione di stabilirsi in una società in cui è noto, e si ha la consapevolezza, che i valori di riferimento sono diversi da quella di provenienza, ne impone il rispetto”. Era ora che qualcuno lo dicesse a qualcuno. Ma ecco che un videoesponente parlamentare del partito al governo del Paese, invece di vergognarsi del fatto che, ancora una volta, un essenziale principio di civiltà sia stato enunciato in sede giudiziaria e non in sede legislativa (sua sede naturale dove spesso si cazzeggia d’altro o si viene referandariamente bocciati), invece di esprimere parole di apprezzamento verso una enunciazione che sia di utile richiamo e indicazione comportamentale sociale, ebbene, per prima cosa, da uomo di partito e non da statista, così ha esordito: “Speriamo che ora non sia usata come una clava dai vari Salvini! Perché la sentenza della Cassazione, che richiama gli immigrati che hanno scelto di vivere nel mondo occidentale ‘all’obbligo’ di conformarsi ai valori della società nella quale hanno deciso ‘di stabilirsi’, stabilisce un principio semplice e giusto…” con la contraddittoria precisazione (un principio è un principio?), tuttavia: “…si riferisce ad un caso singolo”. Detto da un siffatto Responsabile Sicurezza del Pd, risulta una surrettizia minimizzazione per tutti i migranti malintenzionati e per i giudici di merito ‘orientati‘, un memento liberatorio: state sereninon è niente, potete fregarvene e fare come vi pare. Vero, lo sappiamo; un bel messaggio; ma “cui prodest” sbandierarlo pubblicamente? Un’ antitalianità suicida e da vergogna!

Mentre il nostro legislatore si limita a riconoscere allo straniero soltanto diritti e tace sui suoi doveri, persino l’ ordinamento giuridico della Chiesa ha ritenuto di dover emanare delle norme di civiltà che rispecchiano ovvi principi di Diritto naturale come ho già avuto modo di scrivere da tempo e più volte: “Canone 2241 Codice Canonico: Le nazioni più ricche sono tenute ad accogliere, nella misura del possibile, lo straniero alla ricerca della sicurezza e delle risorse necessarie alla vita, che non gli è possibile trovare nel proprio paese di origine. I pubblici poteri avranno cura che venga rispettato il diritto naturale, che pone l’ospite sotto la protezione di coloro che lo accolgono.
Le autorità politiche, in vista del bene comune, di cui sono responsabili, possono subordinare l’esercizio del diritto di immigrazione a diverse condizioni giuridiche, in particolare al rispetto dei doveri dei migranti nei confronti del paese che li accoglie. L’immigrato è tenuto a rispettare con riconoscenza il patrimonio materiale e spirituale del paese che lo ospita, ad obbedire alle sue leggi, a contribuire ai suoi oneri.”
E questo signore, invece, a fronte dei grossi problemi che il suo governo ci ha creato e ci sta creando, non trova di meglio che commentare con un’ alzatina di spalle. Vergogna!

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