Note a margine n. 493

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MEGLIO DI NIENTE

La partecipazione della signora – alla quale non voglio fare il torto di una nomina gratis a discapito delle sue quotazioni tariffarie – ad un evento catodico ed assimilati non ne assicura il successo ma ne garantisce agli organizzatori quella dose di risonanza mediatica che costei, in anni di esercizio e allenamenti al sacco, allo specchio e di sperimentazione sul campo ed in isola, riesce a spacciare a prezzi accessibili, direi onesti. Con soddisfazione di chi non può permettersi Sgarbi o D’Agostino ma può fare affidamento sulla disponibilità di frange di rampanti epigoni più o meno diligenti, ben riusciti o semplicemente nel limbo della lista d’attesa, pazienti, fiduciosi e ansiosi bilaterali candidati al prozac.
Gradevole allo sguardo puberale dei maschietti maliziosi, a salire, duttile e bravina nel suo genere di servizio movimentazione persino dei casi più disperati, la signora manifesta un’ apprezzabile pratica di rianimazione di attenzioni al limite dell’ asfissia. E riesce a salvare dalla noia la platea degli spettatori, paganti e non, ma tutti aventi diritto ad attendersi almeno uno straccio di stimoli ormonali da schieramento paradigmatico buoni/cattivi, che sempre presa fa e, in certe serate TVacue, sempre meglio di niente è.
Certo, pur senza scadere nell’ imitazione del timbro, si può lecitamente dibattere sul cozzalume sì/cozzalume no dei modi, del linguaggio, e di ogni altro mezzo espressivo adottato, compresi i frequenti ammiccamenti e le faccine che a volte sembrano stare anche un po’ sul grossier: ma da personaggi un po’ così un pubblico un po’ così non può esigere, andare sul difficile. Nel momento in cui si sintonizza sul canale, accetta tacitamente, come dichiarando a priori: nulla pretendere. Il pubblico lo vuole, lei lo vuole, Deus lo vult. Perché no? In attesa che si possa riparare questa, non è che la rinomata Ditta TV possa consegnare a tutti un’ altra  ‘di cortesia’!

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Una risposta a Note a margine n. 493

  1. Manfredo ha detto:

    Caro Prof. credo di aver identificato la tizia che Lei tanto garbataente descrive con tratti veloci e ma chiari. Io avrei aggiunto che è una cozza, ma forse sarebbe stato un dato sovrabbondante e troppo premiante per un patetico personaggio che, ahimè, descrive il livello della cultura e del gusto dominante. Che è roba da nascondere. E invece, la sfoggiano sul canale nazionale. Eppure, anche nel nulla occorre avere un minimo di gusto. Ma qui da noi si sta perdendo anche questo. Mala tempora currunt…. Non crede?

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