Note a margine n. 480

radiazoni

DO NOT ENTER?

Siamo seri, please. Contro la dr. Silvana De Mari (chirurgo, endoscopista, psicoterapeuta) è stata presentata da LGBT (Lesbiche, Gay, Bisessuali e Transgender) una petizione a Torino per la sua radiazione dall’ Ordine dei medici.  Oltre 5mila le firme già raccolte dopo che costei ha osato esprimere il suo pensiero personale e in chiave scientifica sull’ omosessualità, nel corso della trasmissione La zanzara su Radio 24 condotta da Giuseppe Cruciani: “L’omosessualità non è una condizione normale. Sono 40 anni che curo le persone omosessuali, e le amo. Moltissimo…La sessualità è il modo della biologia per creare le generazioni successive attraverso l’incontro tra gameti femminili e maschili. A Madre Natura non interessa nulla del piacere personale, a Madre Natura interessano solo i piccoli, le generazioni successive”. Sul suo Blog la dottoressa, peraltro, aveva precisato: “Io mi batto per il diritto all’omofobia. In un paese liberale un uomo ha diritto di infilare il suo pene nella cavità anorettale di un altro uomo (se consenziente, n.d.a.), e io ho il diritto di provare fastidio all’idea. L’unica soluzione è che quello che un uomo fa del suo pene appartenga alla sfera privata, venga tolto dalla sfera pubblica. Se resta nella sfera pubblica l’omofobia deve essere un diritto umano riconosciuto, altrimenti salta la libertà di parola e salta il Cristianesimo”; “La dottoressa ha aggiunto: “Sono indignata che attivisti Lgbt entrino nelle scuole, pagati con denaro pubblico, a dire il falso, ovvero che essere gay è una cosa bellissima”. Peccato, avrebbero dovuto aggiungere: “Non sapete che cosa vi perdete”; “provare per credere”.
I portatori di coda di paglia, in evidente crisi di anoressia mentale, ipersensibili alla puzza di bruciato anche dove questa non c’è, hanno tuonato: “Chiediamo la radiazione immediata della dottoressa De Mari dall’Ordine dei Medici di Torino per avere espresso in sede pubblica pareri obsoleti in merito ai rischi della sessualità omosessuale, alla definizione -velata di forti pregiudiziali omofobe- di Gay Bowel Syndrome, per aver ridicolizzato, umiliato, deriso, con la pietà pelosa di chi è in malafede, chi abbia rapporti omosessuali. Per avere lordato anche la sessualità eterosessuale, descrivendo come pericolose pratiche sicure, descrivendole in maniera turpe e paventando lesioni e inesistenti rischi di malattie”. E checcazzo!
Personalmente, ritengo del tutto inappropriata la reazione dei cul tori, specie in un Paese come il nostro dove usualmente si manda a fare nel culo chiunque (in diatesi attiva e passiva), forse milioni di volte al giorno, e dove, a partire dai governanti, si inculano migliaia di volte al giorno anche i cittadini non amatori del genere e, in stragrande maggioranza, i non consenzienti. Anche col sostegno della legge. Per gli amatori, un buon augurio; buon per loro se, al momento dell’ esortazione, passa l’ Angelo e dice ‘amen‘. Per gli altri, che dire? Dite solo ahi! se ricettori; oh che bello!, se immissari. Non aggiungete altro, se non volete rischiare una radiazione dall’ Ordine dell’ Umanità; l’argomento è tabù e l’ interpretazione dei permalosi addetti è tutta a vostro rischio. Insomma, ‘si fa, ma non si dice’. Insomma, sfanculatevi ad libitum e, occorrendo, dite che vi mando io. Fino a quel momento, meditate, meditate. Ma do not enter?

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