Note a margine n. 436

vuoto a perdere

VUOTO A PERDERE

Mi vado sempre più convincendo dell’ esistenza di un principio che, a me che ne so poco di dinamica e dintorni, sembra assomigliare al terzo principio di Newton: “Ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria”. Deve essere così anche per il pensiero ragionato. Si deve essere scoperto che ad ogni ragione si oppone, a pieno titolo, un’ aragione. Insomma una regola che c’era, ma non ce ne eravamo ancora accorti perché collocata in un mondo parallelo. Sarà nell’ ambito di questo principio che una parte dell’ Umanità tende a qualificare tout court come diritto ogni desiderio, anche quelli che sino a ieri ci parevano abietti, innaturali; e hanno scoperto anche che quelli che ci sembravano essere i diritti più fondamentali e naturali dell’ uomo sono, diciamo così, un po’ vintage, demodè, possono essere tranquillamente contestati, retrocessi, negati, violati. E magari senti che ti cadono le braccia al solo pensiero di dover cominciare tutto da capo, tornare agli albori della civiltà, ripartire da zero con l’onere di dover dimostrare tutto ex novo. E che hai speso una vita per imparare cose che oggi non ti servono, anzi, che ti sono servite per diventare quel disadattato che ti senti di essere, un vuoto a perdere. Senza neanche il riguardo di una raccolta differenziata.
Democrazia è diventata la parola paracula quattro stagioni, taglia unica, bisex. L’ uguaglianza di fronte alla legge è diventata uguaglianza e basta. La polemica parolaia la fa da padrona e impone il dominio delle sue regole imbroglione; e non importa che sia sterile. Si trovano teste a quattro un soldo pronte a incubare i suoi messaggi e suoi metodi, e si lasciano incubare come uteri in affitto, ma a prezzo buono e persino gratis quando sono state ben ideoaddestrate.
E se, poi, ci hai pure un fracco di anni perché vieni da molto lontano, cominci a chiederti pure se hai vissuto troppo e se tutto questo non sia altro che il preavviso di fine rapporto a tempo indeterminato. A tempi scaduti, forse è anche così che si comincia a morire.

Questa voce è stata pubblicata in Uncategorized. Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...