Note a margine n. 435

corna

FERMA PUPA!

Parlamento italiano: pronto da sinistra un ddl per abolire l’ obbligo di fedeltà dall’ istituto del matrimonio. Dicono che è troppo antiquato, medievale, che esprime la sudditanza della donna al marito. A parte le più ordinarie spontanee riflessioni, mi chiedo il vero perché di questa inusitata iniziativa che terrà occupato il Parlamento distogliendolo da veri e pressanti problemi irrisolti; anche considerato che da sempre, in tutto il mondo conosciuto, dai paesi occidentali che, rispetto a noi, stanno una cinquantina d’anni avanti o indietro, l’ obbligo della reciproca fedeltà coniugale è considerato, senza discussioni di sorta, un pilastro portante del negozio matrimoniale e della famiglia costituita. Via libera, dunque, al matrimonio di scopo, cioè free scopata.
Mi chiedo perché, ma non so darmi una risposta certa. Ci vorrebbe un dietrologo doc di quelli paghi uno e prendi tre.
Di certo mi appare, invece, la voglia di svuotare sempre più di ratio il matrimonio per far sì che questo si metta, di fatto, al livello della unione di fatto, visto che l’ unione di fatto, etero o omosex, per quanti sforzi e finzioni giuridiche si possano fare per considerarla e trattarla allo stesso modo di quello, non riesce ad approdare alle stesse mete della realtà del matrimonio. Forse perché, bisogna prenderne atto anche ob torto collo, sono concretamente due cose diverse.
Mi ricordo un Governo dei tempi andati che, non sapendo come abbassare il livello di atrazina nell’ acqua affinché questa fosse considerata potabile, abolì il precedente limite e lo elevò: e l’ acqua sin ad allora non commerciabile diventò ufficialmente potabile. Per legge. Geniale.
Oggi, qualche nostro disperato parlamentare non sa come eliminarsi le corna dalla fronte; e allora vuole una legge che legalizzi l’ infedeltà e sdogani il tradimento. Il trionfo delle ragioni del cazzo. Cornuti sì, ma legalizzati per legge. E un viavai di figli di puttana in famiglia. Sorry: figli di diversamente fedeli. Qualcuno già pregusta le unioni di fatto a tre e passa.
Insomma, cose alla Totò (…Peppino e la dolce vita), ‘posteggiatore abusivo autorizzato’.
Alla fantasiosa parlamentare che si batte per questa meta, vadano le parole di Chicchignola (Petrolini): «Ferma pupa! Vallo a raccontare a Pirandello, per me restano corna!»

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Una risposta a Note a margine n. 435

  1. helena ha detto:

    “E’ triste il mio cuor…”, mi sembra sentire parole, ma troppo deformate dagli intralci affrontati nel lunghissimo percorso, mi avvicino ad un vetro ancora chiuso negli ultimi giorni di febbraio, mi metto una mano all’orecchio, vengo invasa da un suono straziante, come di nuovo disperato pianto di neonato, sbattuto fuori alla luce in si’ malo modo. E pieta’! come piangeva…!
    Mi sono allontanata dal vetro chiuso, per cercare nuove parole.

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