Note a margine n. 418

13718+Savoia+S

L’UOMO DAL BRACCIO D’ORO

Berlusconi, l’ uomofilon d’oro quattro stagioni e milleusi. Come ricco industriale, lo conferma la pletora benestante delle famiglie dei suoi numerosissimi dipendenti e i plurimilionari suoi beneficiati debenedittini, come vitazzuolo, lo confermano le cento e passa segnorine che ci hanno mangiato e bevuto a quattro palmenti, come ex marito, lo documentano le ricevute di bonifici mensili uxori da capogiro. Ma è come ricca fonte di carrierismo che il nostro ha dato il meglio di sé, specie al rampante mezzacalzettismo, anche se, poi, nemmeno tutti tra quelli che ci hanno provato (destino delle mezze calze), malgrado il gioco superfacile dell’ approfittamento di maniera, hanno saputo trarne vantaggi, in molti prendendo in pieno, invece, solenni toppi di faccia con riporto di coda tra le gambe. Smacchi e figure di merda che, tuttavia, in certi settori ben definiti, in Italia contano poco, valendo, diciamo, la buona intenzione e prevalendo, sempre e comunque, lo schieramento ideologico giusto.
Si può spaziare ampiamente tra le innumerevoli realtà che hanno tratto sostanziose utilità semplicemente dallo stare su ( o soltanto far bella mostra ) posizioni ostili a Berlusconi. Dal giornalettismo rabbioso o fighettato, su carta, su strada e in studio, al giustizialismo in combine con l’intercettalismo industriale, al traditorismo vocazionale, allo sputtanesimo exportorganizzato che si guadagnò persino un certain sourire d’ intesa tra la bionda boccuccia di rosa spampanata e il brunì topo gigio, e, ancora di più, alla diffusione del razzismo italosinistroso, questa volta in veste di antiberlusconismo, miracoloso elisir di lunga vita che, anche in dosi minimali ma quotidiane, ha dato voce e visibilità a pataccari, sole, paccottari, fancazzisti, quaquaraquà ed esemplari fallati di uomini di imitazione, molti dei quali hanno potuto fare facile ed insperata carriera nel nulla altamente qualificato e strapagato con soldi pubblici.
L’uomo dal braccio d’oro. Almeno per questo, da rimpiangere.

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