Note a margine n. 410

preti

UN PRETE “DA MOLTI SOLDI”

Un Papa che tanto gioca a fare l’ umile a tutto tondo e al contempo lascia che un suo prete si esprima pubblicamente con tanta spocchia, arroganza e disprezzo verso uomini che rappresentano la scelta di milioni di italiani e non una gratuita nomina, è davvero difficile che non raccolga l’effetto di uno sputtanamento suo e uno ulteriore della Chiesa, già assai svergognata e non abbastanza impegnata a fare le pulizie di casa dai rifiuti ad alta tossicità e dal letame dei peggiori vizi praticati da esseri abbietti che hanno la sfacciataggine di dichiarare di agire in nome del Signore. Per costoro, altro che disprezzo: schifo. Certo che, persino per il più bigotto e fanatico dei cattolici, ci vorrebbe uno stomaco di ferro per farsi somministrare i sacramenti da un prete che emana una siffatta tossica superbia. Trovatevelo domani come Pontefice uno del genere. Forse tra la categoria dei “piazzisti da quattro soldi” – come il suddetto prete graduato apostrofa certi politici italiani – e quella dei cantinbanchi da cadreghino ci si riconosce agevolmente, ci si fa concorrenza. “Piazzisti da quattro soldi” ovviamente disprezzati dai preti “da molti soldi”, quelli che curano gli spiriti altrui e le sostanze proprie. E quelli che tessono sordidi intrighi di palazzo? Dubbie operazioni bancarie, morti improvvise, suicidi, sparizioni di fanciulle, inusitate dimissioni, non possono non suscitare grossi e ragionevoli sospetti sulla particolare qualità dell’ ambiente che ospita a vita personaggi di un profilo ben definito che oggi vogliono cincischiare col problema della migrazione e disporre delle nostre vite. Per colpa di una schiera di certi loschi figuri la Chiesa sta toccando fondi mai raggiunti, sta tradendo la sua missione, sta ingannando i credenti. Colpevoli gli autori ma anche i loro manutengoli. Quali palazzi, quali giardini, quali maxiappartamenti ha aperto la Chiesa per sistemarvici i migranti prima di pretendere che lo facciano gli altri, la gente che lavora per vivere? Si rilegga il prete il testo del Catechismo 2241: “Le nazioni più ricche sono tenute ad accogliere, nella misura del possibile, lo straniero alla ricerca della sicurezza e delle risorse necessarie alla vita, che non gli è possibile trovare nel proprio paese di origine. I pubblici poteri avranno cura che venga rispettato il diritto naturale, che pone l’ospite sotto la protezione di coloro che lo accolgono. Le autorità politiche, in vista del bene comune, di cui sono responsabili, possono subordinare l’esercizio del diritto di immigrazione a diverse condizioni giuridiche, in particolare al rispetto dei doveri dei migranti nei confronti del paese che li accoglie. L’immigrato è tenuto a rispettare con riconoscenza il patrimonio materiale e spirituale del paese che lo ospita, ad obbedire alle sue leggi, a contribuire ai suoi oneri.” Prete, ci provi con qualche altro. Di vergogna, manco a parlarne. Occorrerebbe avere una faccia da salvare; ma quella l’ hanno già persa da un pezzo. Continuano disinvoltamente a pontificare. Da che pulpito viene la predica!

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