Note a margine n. 408

corno

IDEE CONDIVISIBILI

Ho sentito al telefono un vecchio amico lontano, uomo di grande maturità culturale, che mi precede un poco in età e molto di più nella poesia dove io, invece, ho lanciato più volte dei colpi d’assaggio elevandomi di pochissimo dal rasoterra, tranne qualche molle tiro parabolico ma sempre poca cosa.
Volevo salutarlo e accertarmi che avesse ricevuto i miei due volumetti BLOG NOTE, che gli spedito in omaggio appena pubblicati a mio ricordo per un ristretto giro di amici, dove in quasi mille paginette ho riportato su carta le 400 e passa note del mio blog “NOTE A MARGINE”, prima che vadano perdute o si inabissino nell’oceano di internet; lì, appena domani, non le cercherebbe nessuno, se non qualche provvisorio sopravvissuto alla falcidia della mia generazione.
Apprezzamenti per la mia solita verve (bontà sua). Idee brillanti, anche se non tutte condivisibili, ma anche queste scritte così bene che, alla fine, sembrano ok. Per ora soltanto questo; ti farò sapere non appena avrò finito la lettura.
Non avrei potuto non prestare la dovuta attenzione a questa sintesi di qualche parola improvvisata ma con la griffe di un lettore della sua statura.
Ci rifletto un poco e, poi, penso che, dopo tutto, io non ho scritto queste mie “note a margine” per superare un esame, per piazzarmi ad un concorso, per farmi scegliere, per convincere, per convertire. fondare un movimento d’opinione, creare una scuola di pensiero  o per civettare con la critica o una giuria; a fronte di mille mugugni e bofonchi che beneficiano della volatilità dell’ oralità, mi basta l’aver saputo esprimere per iscritto il mio pensiero altamente non qualificato, le mie ordinarie sensazioni sui fatti quotidiani di uomo qualunque consapevole di esserlo come ho detto in prefazione. Cose che poco o nulla hanno in comune con le idee che mirano ad essere condivisibili, a riscuotere approvazione, patentate, diplomate, omologate. Le mie “note a margine”: mi basta averle argomentate, alla buona, così come mi sono venute in mente. Di questi tempi di intercepta manent che condannano le opinioni alla messaggistica carbonara e a pizzini e asssimilati, mi pare un coraggio non da poco, almeno non comune. La loro condivisibilità, poi – che, comunque, non può essere considerata una loro qualità intrinseca, essendone una variabile soggettiva – non è mai stato mio obbiettivo; come quelle di fare audience o lanciare un best seller.
Pensieri non politically correct? Sono fuori dal coro? Non sono stato abbastanza cristofobo? non ho detto abbastanza male di Berlusca? Non ho “desinenzato” abbastanza al femminile come impongono certi vertici neolessicali? mah…nessuno è perfetto. Forse; ma anche per questo mi sento un po’ più libero di chi nel coro si sente a suo agio. E anche questa è solo una sensazione. Quella di un solista di corno.

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