Note a margine n. 406

ovvio

NON HO PAROLE

Di fronte agli avvenimenti di invasiva immigrazione (nel corrente anno siamo già a circa 170.000 , per non contare quella dall’est anch’essa sfuggita ormai ai controlli) della quale nessuno ci dice ancora la fine come limite massimo possibile, curata solo con i pannicelli caldi di una cosiddetta distribuzione (degli immigrati) territoriale insensata, improvvisata e aggressiva, a favore solo delle cooperative che ci lucrano a man bassa un tanto ad immigrato gestito e ai danni di strutture pubbliche e private (persino a livello domestico-familiare) di fatto espropriate, con la evidente regia di personaggi, nella maggior parte stranieri cittadinati italiani che curano apertamente gli interessi non certamente della nostra gente (o che ce l’ hanno giurata per motivi storici o ritorsioni personali), ci ritroviamo oggi alle prese con violenti autoritarismi che ci intimidiscono, ci minacciano, manganellano persino donne e bambini per ridurci al silenzio, ci schedano. Prima, si limitavano a apostrofarci “razzisti” o “italiani bastardi di merda”; ora sono passati alle vie di fatto. Le autorità “competenti”sono disorientate, disperate, mancano di un programma, se la prendono con i deboli e imputano il tutto al vecchio ed inattuale patto di Dublino stipulato in ben altro contesto. Quando non colludono (v.scandalo Roma mafia capitale) anche mediante comportamenti omissivi. Fioriscono ogni giorno cooperative private attratte dal succulento affare della gestione raffazzonata degli immigrati con soldi pubblici, che è, invece,per dimensione e rilevanza, questione pubblica e sociale. Agiscono gruppi di vili conculcatori di diritti, di prepotenti abusatori di potere che, in piena confusione mentale e panico, scafisti di terra, navigano a vista all’insegna del dove cojo cojo,che fanno passare le vittime per aggressori.
Laddove, trattandosi ormai di questione di forza da parte della immigrazione, criminosamente organizzata alla partenza e fuori di controllo all’arrivo, e da parte di altri Stati che hanno innalzato ferree barriere a difesa, questa si sarebbe ugualmente e comunque verificata anche per via dell’ormai notoria e invitante incapacità dell’ Italia a farvi fronte e della sua inusitata ed imprudente delega data da teppe governative a noti personaggi stranieri (animati da ben altre mire) dei poteri di gestione della drammatica situazione italiana che, da allora, sarà un caso, è peggiorata in misura esponenziale. Un’ ovvia conseguenza di un evidente conflitto di interessi che si finge di ignorare.
In nome di una finta accoglienza, hanno proibito la protesta, la identificano e la condannano come reato di “razzismo” o come “istigazione razzista”; condannano le analisi del pericolo immane come reato di “procurato allarme”. Ti schedano, frugano alla ricerca di qualcosa per minacciarti, terrorizzarti e indurti al silenzio, a chinare la testa, ad accettare passivamente la distruzione delle tua terra, delle tua vita, della tua famiglia, dell’ avvenire dei tuoi figli, della tua proprietà. Lo storico patrimonio pubblico artistico è nelle mani – lasciate libere – di chi usa le fontane storiche come bidet, o di chi usa strade, marciapiedi e monumenti per le proprie deiezioni; siamo aggrediti, insultati, derisi, stuprati, derubati, rapinati. Ci trattano già da sudditi, pontificano, stabiliscono e impongono le loro regole, sfondano le nostre porte e ci occupano le case quando andiamo a fare la spesa, spacciano, saccheggiano, bivaccano e insozzano dappertutto, guidano senza patente e ammazzano, e vanno ai domiciliari in hotel a 4 stelle a nostre spese, aggrediscono (per davvero) le forze dell’ ordine.
Nessuno ci difende dai pericoli e dal degrado dilagante; anzi, regalano cittadinanza e persino posti di governo; con questi risultati. I preti, invece di vergognarsi dello loro diffuse schifezze (pedofilia, usura, affarismo, attivismo politico, etc.) si sperticano a invocare l’ apertura di tutte le porte a tutti; il turismo, grande risorsa del Paese, sta morendo. A noi invece è vietato tutto, ogni minimo errore severamente sanzionato. Ora annunciano che vogliono persino metterci in casa “piccoli gruppi di immigrati”!Io stesso so di rischiare assai nello scrivere quanto sopra, in questa democrazia mafiosa. Che Dio dia una prova di sé e fermi questo scempio! E ci restituisca la libertà rapinata. O faccia scoccare una scintilla a favore di questo forte sentimento di ribellione che, ancorché repressa, ormai è una idea consolidata – che sfugge alla violenza delle mazzate – che ci anima tutti, traditori esclusi, a favore di una speranza. In mancanza, la nostra fine è segnata. Sappiamo bene tutti che tutta l’ Italia, in ogni caso, non basterà a contenere l’ immigrazione in atto. Vano il suo esiziale sacrificio impostogli con sistemi aggressivi e antidemocratici. Ho detto molto e molto vorrei ancora poter dire. Ma non ho parole. Anzi, le ho; ma mi manca la libertà di pronunciarle senza rischi.

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