Note a margine n. 403

morale e diritto

CONFLITTI

A meno che non si creda alla teoria dell’ evoluzionismo invece che a quella del creazionismo, si potrebbe sostenere che l’ essere umano non può essere considerato alla stessa stregua delle altre creature naturali per le quali unica regola etica è quella naturale.
« E Dio disse: Facciamo l’uomo a nostra immagine, secondo la nostra somiglianza: domini sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo, sul bestiame, su tutti gli animali selvatici e su tutti i rettili che strisciano sulla terra. E Dio creò l’uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creò; maschio e femmina li creò. Dio li benedisse e disse loro: Siate fecondi e moltiplicatevi, riempite la terra e soggiogatela, dominate sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo e su ogni essere vivente che striscia sulla terra. » (Genesi 1,26-28)
L’ uomo è creatura come il tutto il resto della creazione, ma è l’ unica ad avere un particolare afflato che la pone al disopra e nettamente distinta “per destinazione”; perché, forse, nell’ ordine del creato, era necessario un modello di usfruttuario-gestore apicale di tutto il resto. Ma il suo potere di sottomettere non si estende a quello di sottomettere e dominare i suoi simili in quanto ugualmente dotati. Questo limite comporta la necessità che la sua condotta verso i suoi simili sia regolata da norme di comportamento che identificano le zone chiamate ‘ bene’ e ‘male’. E poiché il comportamento umano si relaziona al contesto (specialmente spazio-temporale o socio-ambientale), possiamo distinguere tra regole fondamentali. Quelle fisse ed immutabili, desunte dall’ osservazione dell’ ordine naturale delle cose,  mirato solo all’autoconservazione, e quelle variabili nel tempo e nello spazio ed in altre contingenze, desunte dalle mutevoli esigenze individuali e collettive, create dall’ essere umano, in relazione alle risorse disponibili o perseguite. Diritto naturale il primo e diritto positivo il secondo, quello che permette o vieta, obbliga o libera, assolve o condanna, creando una legalità variabile in quanto dipendente dalla volontà della classe al potere che gestisce a suo modo le contingenze. Nella diversità di territori e nello scorrere del tempo, i concetti di legittimità, legalità, liceità, e anche di correttezza morale differiscono, mutano, nascono o si estinguono, si affievoliscono o si accentuano, sempre reagendo sull’ idea del giusto e del morale, sino ad identificarsi con questi ma essendone, invece, solo una loro semplice storicizzazione. La probità o la disonestà dell’ individuo sono predeterminate da criteri e parametri normativi giuridici e morali, solo proiezioni di premesse di riferimento e come risultate da accertamenti dove vigono le impervie strettoie della ritualità formale, l’alea e l’ onere della prova e il relativismo dell’interpretazione abusogena e il soggettivismo della coscienza. Nulla di più liquido, considerato anche che può accadere che norma giuridica e quella morale possono confliggere.

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Una risposta a Note a margine n. 403

  1. helena ha detto:

    “….moltiplicatevi, riempite la terra e soggiogatela”; ed essi, diligenti, non tardarono a dare prova delle loro capacita’, fino al giorno in cui furono costretti a darsi una calmata per insufficienza di terreno: e fu questo l’inizio di tanti guai

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