Note a margine n. 380

BARBARI

IL SENASCITURO ALLE PORTE: SCEGLIAMO IL COLORE DEL FIOCCO

Attraverso un lungo, faticoso e intenso avvicendarsi di improperi, urla e spintoni a far male, anche come spettacolo, il Senato della Repubblica ha finalmente approvato la legge per la propria eliminazione. Al suo posto, il Senascituro, sarà un organo molto quantitativamente più snello, quanto alla qualità c’ è poco da sperare. Purtroppo, il materiale umano disponibile e quello che è e ricorrono le condizioni che lasciano prevedere la tipologia di superstiti. Che non saranno soltanto quelli “inscialuppati”: c’ è chi galleggerà di suo, comme d’ habitude. E la spinta che riceverà verso l’ alto sarà proporzionale alla massa d’ acqua spostata, in poche parole, quanto più grande è. Il pericolo sarebbe non farci più caso, l’ assuefazione dei sensi a cominciare dall’ odorato. Rimpianti? Pochi ma sicuri; il fatto è che la nobiltà democratica senatoriale che ricordano i vintage come me era andata via via sfumando sopraffatta da una invasione barbarica, motivata da insane voglie di recupero populista e armata di jeans, magliette, cappellini e un florilegio lessicale che avevano azzerato massacrato persino il minimo sindacale delle buone maniere della noblesse obblige. E’ morto un Senato che aveva già tirato le cuoia, e chi doveva rimpiangerlo lo aveva già fatto ogni giorno da tempo. Oggi è stato solo sepolto. Spero che ricoprano bene la salma assieme a tutte le vergogne che ci avevano rattristati. Senatori probi viri? Boh, c’ da distinguere le annate e le consistenze. La moneta cattiva aveva già scacciato la buona, secondo la legge economica di Gresham. Certamente, eravamo innanzi ad un Senatus mala bestia. E’ ci è andata persino bene. Per il futuro sono prevedibili cambiamenti: ma non contiamoci molto. La classe è defunta. Lo era già prima che si passasse ai voti. Non sono certo che il Senascituro sarà la gioia dei suoi genitori. E temo ancora di più che, invece, lo sia troppo; e, dati i genitori, sarebbe l’ alternativa peggiore.

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