Note a margine n. 369

fulgido

GLI EROI, GLI ARMADI, I TOTEM

Mi chiedo se, volendo (e potendolo dire), e senza offesa per nessuno, restando nei limiti del fenomeno “parliamone, almeno”, si possano mettere a raffronto le convinzioni granitiche e assiomatiche sull’ eroismo partigiano da un lato e quelle sull’ eroismo tedesco-nazifascista dall’ altro. Parlo della 2a guerra mondiale, sì intende. Entrambe le convinzioni appaiono talmente radicate, ciascuna per sue peculiarità che in questa sede sottraiamo da valutazioni etiche, da far sembrare affronto o bestemmia ogni minimo dubbio in proposito. Accade così quando si assolutizzano il bene e il male: tutti fulgidi eroi-tutti abbietti criminali. Questo è il frutto di una propaganda che, ad ogni livello e attraverso ogni strumento, ha formato e levigato coscienze asportando ogni asperità di dubbio, senso critico, voglia di sapere, di discernere. Eppure, non mancano puntuali e precise documentazioni idonee ad invogliare gli onesti ad un seria ricerca della verità storica che – diciamocelo – non si identifica con la messaggistica oleografica i cui esiti sono un totem granitico davanti al quale ci si deve accostare soltanto proni, ad occhi serrati e a mente chiusa.

Riproporre ancora una volta “parliamone, almeno” a chi non teme un possibile ridimensionamento delle misure nella storia, non può essere tacciato “tout court” di revisionismo. Le pagine scure della nostra storia non devono restare tali. L’ “armadio della vergogna” scoperto a Roma nel 1994, in uno sgabuzzino sotterraneo e sprangato di Palazzo Cesi a Roma, sede della procura militare, con le ante rivolte verso la parete, contiene un archivio con 695 fascicoli, riguardanti crimini di guerra commessi durante l’occupazione nazifascista e occultati subito dopo la guerra; in Germania, altrettanta documentazione (processo di Norimberga e circa 950 altri processi celebrati dalle due Germanie, che si aggiungono a quelli celebrati in Polonia, quella che allora era la Cecoslovacchia, Unione Sovietica, Ungheria,  Romania e Francia, per nominarne alcune) oltre quella raccolta dal cacciatore di nazisti Simon Wisenthal, devono essere portati alla conoscenza di tutti. E così anche, allo stesso modo, i crimini commessi da partigiani dei diversi movimenti di resistenza, anche tra loro stessi ed anche verso innocenti, devono poter prendere luce ed essere portati a conoscenza di tutti, senza paure o minacce. Prima di continuare a parlare di eroismo e fare della sviante retorica. Per favore, ritroviamo una strada, usciamo dal bosco.

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2 risposte a Note a margine n. 369

  1. helena ha detto:

    **Quel parliamone virgola almeno**, messo tra virgolette, ripetuto tale e quale, sia nel primo che nel secondo paragrafo di questa interessante nota, mi mette di fronte a cio’ che io non conosco, o forse soltanto o proprio io ne ignoro l’esistenza, e mi blocca il passo come un deciso altola’, o un vietato l’accesso, o peggio ancora, chissa’, un parla! pardon, scrivi se vuoi!, qui il passo delle dita sulla tastiera non e’ sbarrato a nessuno: e la mia mente comincia a vagare come demente tra i soffi dei fiati del ricordo tramandati col suono delle loro voci, rimossi da forti spifferi del vento dal giardino segreto della vergogna, quella che mai, forse, tradira’ l’Uomo, lasciandolo da solo a godersi il travaglio del vivere quotidiano. Se e’ meglio solo o male accompagnato, questo puo’ soltanto stabilirlo Colui che domina l’Universo. Noi al di qua e al di la’ di quasiasi sponda del Pallone, in quella a sinistra e in quella a destra, cerchiamo di essere all’altezza dei pochi centimetri che ci hanno regalato, per cercare l’aria piu’ sana da respirare, quella che ci sembra venire dalla parte giusta. A’ propos! ci hanno caricato addosso anche una coscienza. Mamma mia, che peso!
    Oggi e’ andata cosi’; forse perche’ non sapevo rispondere alla domanda. Allora, che hai risposto a fa’? Boh, adesso e’ piu’ difficile ancora….

  2. Gray ha detto:

    Ecco un raro esempio di come possa impostarsi una serena analisi storiografica: naturalmente per coloro che cercano la verità sena miti, pregiudizi, rancori, risentimenti che, pur giustificati, portano alla faziosità di giudizio. Bravo Prof.

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