Note a margine n. 363

eemetto

EUROPA DELLE COLONIE

Si dibatte aspramente sul tema scottante Europa o non Europa? Ognuno dice la sua e persino il Presidente della Repubblica non si fa scrupoli di prendere apertamente posizione ed esprimere esplicitamente parole a favore su questo tema politico dal quale, invece, dovrebbe tenersi in disparte a norma della Costituzione Repubblicana, dimenticando di essere organo apolitico, di rappresentare, tra l ‘altro, la intera nazione e non soltanto una parte di questa. Perché, in effetti, i cittadini sono divisi da differenti posizioni sulla valutazione della entità Europa, così come è stata realizzata, per via della radicata megalomania germanica praticata dall’ attuale Cancelliera Merkel per un suo progetto che l’ accrediti politicamente presso i suoi elettori che coltivano, con evidenza, il vecchio vizio dell’ egemonia e il sentimento di riscatto da un passato fatto di avventure velleitarie, vergognose e ingloriose. La RAITV nazionale, ampiamente foraggiata oltre che dagli introiti pubblicitari anche da una imposta gravante su tutti i cittadini, dimentica il suo ruolo di servizio social-generale, ci bombarda su tutti i suoi canali con lunghi spot a favore del progetto Europa e, quindi, illegittimamente prende posizione politica.

Il fatto è che una Europa così non ci piace; perché non è quella paritaria che si voleva; perché non è sostenibile economicamente e giuridicamente; perché ci espropria della sovranità, ci rende ostaggi e ci relega a vita in una consolidata situazione di disagio economico che ci sottometta a tempo indeterminato alla Germania. I vantaggi sono sempre ben dosati al fine di non permetterci mai una ripresa solida, effettiva, e di tenerci nel limbo economico, di ridurci al commissariamento da parte dei poteri forti, a cominciare dalle grosse banche, che fanno capo ad un Paese animato dalla smania di recuperi, rivincite e sottomissioni; un Paese sostenuto dall’ opera di tramiti loschi e nemmeno tanto dissimulati e avvantaggiato dal nostro proverbiale complesso di inferiorità, da quello del nostro fatalismo, della nostra autocommiserazione acritica e della nostra congenita frammentazione insuperabile anche nei momenti che necessitano di compattezza.
L’ ostacolo alla realizzazione del progetto Europa è una Germania siffatta che si pone come dura antagonista alle autonomie,  alle indipendenze e alla integrazione paritetica degli altri membri della Comunità per trarne un gap estremamente vantaggioso e la ponga, de facto, sul podio di comando politico, giuridico ed economico. E l’ Italia? In Italia si dibatte di coglionerie varie, di cianfrusaglie dell’ usato, di ciarpame dei distinguo, si corre solo per partiti politici e non per il Paese, si fanno leggi e processi ad personam, e ci si rende ridicoli: a cominciare dallo stupido e vacuo progetto di una nuova Costituzione che non servirà a nulla perché sottomessa e condizionata alla normativa eurogermanica.
Forse soltanto un “cordata” con altri Paesi satelliti, una unione a latere della Comunità Europea potrebbe controbilanciare lo strapotere tedesco e rendere concretamente possibile il progetto Europa che avevamo in mente. Non prima, però di aver smascherato e disarmato i traditori e gli emissari; e, più pericolosi, gli stupidi e miopi.

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6 risposte a Note a margine n. 363

  1. helena ha detto:

    Si puo’ dire che ho appena finito di sentire il suono lugubre delle sirene con tutto quel che ne comporta e ne consegue, e tornando al mio amato rifugio trovo un elmetto: ecco il brivido che mi ripercorre, simile a quelli provocati dalle evocatrici sirene. Non e’ tempo di sogni, e’ il momento di affacciarsi al balcone per uno sguardo amoroso alla madre-perla Italia: sara’ poca cosa, e’ vero, ma pur sempre una conferma d’affetto per una ulteriore boccata d’ossigeno, una promessa di recarsi alle urne, con la convinzione di infilare la la giusta fessura della speranza.
    Tutte quelle stelline stampate in cerchio nel cielo blu di una bandiera europea mi hanno messo addosso un senso di inquietudine nel vedere, incredula, sventolare accanto alla mia bandiera una nuova artificiosa compagna. Mi intristiva tanta mancanza di buon senso da parte di cosi’ grandi capocce, che non si rendevano neanche conto che la ‘cosa’ non fosse ancora matura per essere messa in atto; ma neanche l’ombra di un inganno mi era passata per la testa. Ora e’ tempo di porre rimedio all’imbroglio, ognuno come meglio puo’ e meglio sa fare; certo non e’ facile svezzare un popolo dalla cattiva ormai radicata abitudine di alimentarsi dal seno piu’ pregno del latte piu’ denso che consente l’arroganza di esaudire malsani desideri di poter sottomettere ai suoi voleri masse di gente a cui eventi storici, sociali o ambientali sono stati di ostacolo ad uno sviluppo piu’ vigoroso. Urge una classe politica che non miri ad arraffare poltrone, ma capace, onesta , con lo sguardo ed il cuore rivolti verso nobili orizzonti. Io non ho detto proprio niente, solo scritto quattro cavolate che mi sono passate ingenuamente per la mente, comme d’habitude.
    Sciava!

  2. Fabrizia ha detto:

    Bravo Prof. Lamacchia, un scritto puntuale, razionale ed emotivo; grande amore per il proprio Paese. Un abbraccio grande

  3. Zanoids 1980 ha detto:

    Articolo corposo. osservazioni solide e senza sbavature. Apprezzabilissimi.e da condividere in toto. Ha sentito le ultime Prof? sulla porcata contro il Governo Berlusconi? Le Istituzioni italiane che non si risentono davvero non possono che avere la coda di paglia.

  4. Aurora ha detto:

    Bravissimo Prof! Non ho parole, gradevolissimo come sempre; mi associo a tutte le Sue considerazioni.

  5. Frida ha detto:

    Ottimo, Prof. Lamacchia! è un vero piacere leggere i Suoi scritti, scorrevoli e corposi come sempre. Condivido tutto. P.S. è appena giunta la notizia dagli USA sullo sporco tentativo di destabilizzare il Governo Berlusconi. Vergognoso..

  6. Benedicta ha detto:

    Ecco un vero editoriale, un modello di perfetta organizzazione scritta del pensiero. Del tutto condivisibile nel merito. Grazie Prof.

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