Note a margine n. 358

comma 22

 

COMMA 22

Annamaria Franzoni – riconosciuta colpevole e condannata per l’ omicidio del suo bambino ma sempre proclamatasi innocente – avendo scontato i due terzi della sua lunga pena detentiva in carcere, ha chiesto di scontare il resto ai domiciliari, anche per potersi occupare degli altri due suoi figlioli. Nel frattempo ha usufruito di vari permessi che ha passato regolarmente a casa con la famiglia. La recente richiesta ha compulsato prioritariamente una consulenza psichiatrica, preliminare al responso giudiziario. Nella perizia, tuttavia, si assume “la pericolosità sociale” della Franzoni. Motivata dal rilievo che costei manifesta “disturbi di adattamento al carcere”, “preoccupazione”, “facilità al pianto”, “problemi di interazione con il sistema carcerario» perché continua a proclamarsi innocente. Che pazza! Se fossi rinchiuso in manicomio perché ritenuto pazzo, farei il pazzo per la disperazione. O sarei normale se lo accettassi tranquillamente? Sulla Franzoni, pare ovvio, il perito ha lavorato in modo singolare: si è basato su una verità processuale per cercare una verità “fattuale” , mescolando, cioè due realtà si che la prima pare essere l’ imput della seconda. Se sono mentalmente malato ho diritto di saperlo indipendentemente da un esito processuale pregresso; non è il mio nome o la mia fedina penale che può influire sulla realtà di oggi e sulle relative conclusioni del perito il quale deve lavorare su riscontri oggettivi e attuali, anzi, dovrebbe ignorare anche il mio nome. Se fossi condannato da innocente, difficilmente mi adatterei alla vita carceraria, piangerei e non rinuncerei a proclamare la mia innocenza. Sarei più che normale e non “socialmente pericoloso”. Che dovrei fare per superare l’ esame peritale, per farmi ritenere idoneo? In carcere, dovrei mostrare di essere a mio agio, dovrei sorridere, essere sereno, dovrei autoaccusarmi? Oh che bello il carcere, a saperlo prima! Mi ricorda il comma 22: “Chi è pazzo può chiedere di essere esentato dalle missioni di volo, ma chi chiede di essere esentato dalle missioni di volo non è pazzo”. Resta, poi un altro mistero: se sono socialmente pericoloso, capace di reiterare il reato, come avete fatto ad azzardare nel mandarmi in permesso a casa con i miei figli? Sulla Franzoni pesa l’ esito di un giudizio, il perito lo sa. Ma non sa nulla dello mio effettivo stato mentale di ieri; non può presumerlo per via giudiziaria. Non so se la Franzoni sia colpevole o innocente; so per certo soltanto che in carcere è normale soffrire, un po’ meno se sei delinquente abituale o se sai di essere colpevole. E se fosse innocente? Se sono stato condannato per aver trasmesso una infezione, il perito non può esimersi dall’ accertare autonomamente oggi se io sono infetto. Non si può periziare così, solo attraverso asserzioni e presunzioni. Ma in Italia, si fa.

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Una risposta a Note a margine n. 358

  1. Aldo ha detto:

    Caro Prof. Lei ha sollevato una bella questione. La soluzione? C’ è da rifletterci molto. Certo è che ciò che ha osservato Lei è ineccepibile.

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