Note a margine n. 351

 

carpe diem

 

 

LO SPORCO GIOCO DELLA MEMORIA

Il dispiacere, la sofferenza da ripensamento in coscienza per ciò che si è fatto (e che non andava fatto) o per ciò che si è omesso di fare (e che andava fatto) cagionando, così, danno ad altri o anche a se stesso, a mio parere, identificano attività emotiva che comporta disagio nelle sue diverse graduazioni. Ad es.: per non aver sposato la donna che si amava recepiamo rimorso o rimpianto? O entrambi? Per aver persa l’ occasione di fare del bene o l’occasione di non fare del male ci rimorde la coscienza; per altro verso, la consapevolezza di non avere più le stesse opportunità porta, allo stesso tempo, la nostra coscienza a rimpiangerle. Non sempre è agevole una netta identificazione delle due fattispecie che, alle volte, coincidono o sono due facce della stessa medaglia. In ogni caso, entrambe derivano da una continua evoluzione rivalutativa (in positivo o in negativo) postuma, sopravvenuta quando il tempo ci ha mutati in persone diverse da ciò che eravamo, e ci muterà ancora il metro dei valori e la capacità di elaborare e metabolizzare il vissuto e i diversi contesti. Dopo tutto, la lontananza di spazio e di tempo giocano sporco, ridimensionano tutto nella nostra mente affidata alla memoria, alle volte acuendo altre volte smussando le linee e, quindi le interferenze nella nostra serenità. Il senso di colpa o di appagamento è solo una nostra creatura e dipende dalla nostra personale interpretazione che diamo a ciò che abbiamo preso e a ciò che abbiamo dato. Così come il bene ed il male. “E chi ci dice che sia un male? E chi ci dice che sia un bene?”. Purtroppo, quando arriva il momento di tirare le somme algebriche e calcolare i nostri saldi attivi o passivi, noi saremo altrove. Restano le opere; sulle quali si scatenano i giudizi dei superstiti.

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2 risposte a Note a margine n. 351

  1. Martina ha detto:

    Egr. Prof. sono fuori Italia per motivi di lavoro e studio, ma i Suoi scritti mi riportano vicinissima alla realtà del mio povero Paese dilaniato dalle forti sperequazioni economiche sociali, ormai alla disperazione per la mancanza di un Governo che sappia essere credibile e vittima di poteri che hanno occupato tutto il possibile e straziano la libertà dei cittadini facendone martiri. Il famigerato ventennio fascista pare oggi quasi una realtà da operetta perchè le infamie che si stanno consumando segretamente e alla luce del sole ci hanno ridotti ad un branco di animali portati al macello. C’ è ancora margine per sperare? non lo so e non lo credo; ma per auspicare a questi lestofanti tutto il male possibile c’ è ancora molto spazio e ragione. Come non rimpiangere il passato che, a ben vedere, è stato sempre molto più vivibile di questo presente indecente, maneggiato da gang truculente e senza pudore?

  2. Frida ha detto:

    Caro Prof. sono molto lontana e sto riflettendo su quanto ha scritto. Ahi Prof,Lei ha toccato un tasto dolente, più croce che delizia del genere umano! Tutto il nostro passato, sino a quello più recente è fatto di rimorsi e di rimpianti, e non sempre è possibile distinguere bene gli uni dagli altri. Qualcuno ha scritto che il passato è una terra sconosciuta: forse è vero Il ricordo la parte che sopravvive a ciò che è stato e, per farlo, e nell’ ambiente della nostra mente si adatta.di continuo, diventando altro da ciò che è veramente è stato, è testimone inaffidabile che spesso ci inganna portandoci sensazioni di disagio o di appagamento. Mai mettere la mano sul fuoco sulla memoria del passato!.

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