Note a margine n. 338

dignità

ALLA RICERCA DI DIGNITA’ ED ONORE

Dignità ed onore, quelli veri e non quelli di ipocrita imitazione, vogliono la verità, solo la verità; non la condanna tout court che è roba da feroci giustizialisti. Il fatto è che il Presidente del Senato Grasso – seconda carica dello Stato e Vicario del Presidente della Repubblica con tanto di obbligo di essere super partes – invischiato nella sindrome pubblicoministeriale, non ne è ancora uscito, e vuole solo la condanna penale dell’ ex Senatore Berlusconi, già sotto processo; a questo serve, infatti, la costituzione di parte civile, non all’ accertamento della verità. A prescindere. Curiosa interpretazione dei concetti di dignità ed onore. E faccia il piacere, non attribuisca la sua decisione nè al Senato (visti gli esiti contrari del Consiglio di Presidenza convocato da lui stesso)) né al Regolamento dietro il quale si è nascosto: a che pro, infatti, il Consiglio di Presidenza se fosse atto dovuto? sperava di poter scaricare sul Consiglio la sua diversa decisione? In caso contrario, avrebbe dichiarato di sentirsi obbligato a seguire la volontà del Consiglio. Che furbata! Ci piglia per il culo o per assetati di sangue? Anzi, penso che proprio la sua iniziativa di perseguire il Leader di una vasta rappresentanza senatoriale, lo rende fazioso, inaffidabile, inidoneo e pregiudizievole per la dignità dello stesso Senato, il quale, in ogni caso, e comunque vada il processo, perderà carisma e nobiltà. Si ricreda, se i suoi potenti glielo consentono. Riprenda la intera rappresentanza del Senato, ridia smalto al Consesso, dopo che questo si era sconciamente lordato in pregresse infelici esperienze, poi stigmatizzate dalla storia. Egli non immagina nemmeno quanto sta perdendo per quest sua iniziativa: sia Lui, addirittura alter ego del Presidente delle Repubblica super partes ! che lo stesso Senato della Repubblica. Dia un bell’ esempio a tutti; sia il più saggio tra i saggi: è questo che tutti si aspettano e non si accontenti di essere un soldatino di truppa o il leader di un movimento fazioso. Dopo tutto, non sarà certo il suo avvocato di parte che muterà l’ esito del processo. Se egli teme qualcosa, è proprio questo che deve temere: di non avere il coraggio primario di ricredersi e nemmeno quello supplente di dimettersi. Mi creda, parola di onore.

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Una risposta a Note a margine n. 338

  1. Margot ha detto:

    Sig. Presidente del Senato, faccia il Presidente del Senato; salga il gradino che fa la differenza; rammenti: ci sono diversi modi e mezzi per tradire un popolo intero e tra questi anche quello di parteggiare, cosa che Lei dovrebbe evitare come la peste, a qualunque costo. L’azione penale contro Berlusconi è stata già promossa, i cani si sono già sguinzagliati per sbranarlo; Lei faccia il Presidente, se ci riesce e se fa ancora in tempo a riabilitarsi. E dire che La vedevo già Presidente della Repubblica. Peccato!

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