Note a margine n. 317

PARL

IL PARLAMENTO? PARLIAMONE PRESTO

Alla mia tarda età, questo mi restava ancora da vedere: un Parlamento interamente delegittimato perché eletto in basa ad una legge dichiarata incostituzionale, una dichiarazione che ha come effetti non solo la inapplicabilità per il futuro della legge “incriminata”, ma anche la nullità e la illegittimità di ogni atto già emanato, ad eccezione dei rapporti già esauriti perché abbiano già avuto un loro percorso conclusivo. A partire dalla elezione del Capo dello Stato e dalla approvazione del Governo in carica, ad ogni atto di questo Parlamento – in quanto falsamente emanato in nome della sovranità del popolo – non potrà più essere riconosciuta alcuna legittimità; al Parlamento sarà preclusa anche la emanazione di una nuova legge elettorale in sostituzione di quella attuale dichiarata illegittima. Un disastroso circolo vizioso dal quale parrebbe impossibile uscire.

Contro ogni atto che venisse emanato dal Parlamento come è  l’ attuale, composto da membri premiati e da membri nominati ma non liberamente eletti, sarà possibile esperire impugnazione per ottenerne l’annullamento; a parte le responsabilità penali di chi consapevolmente agirà da parlamentare senza esserlo.

Una valanga di ricorsi e impugnazioni che non potrà che paralizzare il Paese, anche se la sig.ra Boldrini e Napolitano si affannano a banalizzare la situazione e affermare che tutto è legittimo e può procedere così com’è. E quale certezza, poi, si potrebbe avere nei confronti di atti ugualmente emanati sull’ asserzione della loro validità, ma che, in un secondo tempo, potrebbero essere invalidati da una successiva pronuncia giurisdizionale?

Dite: un disastro? sì. Ma non è ancora il peggiore. Basta rifletterci un attimo ancora: abbiamo previsto una valanga di ricorsi, con o senza sospensioni provvisorie degli atti impugnati.

Tutto il destino del Paese, allora, si accentrerà soltanto nelle mani del potere giudiziario, quello che da tempo, già sta erodendo il potere politico e suoi organi espressivi e rappresentanti della sovranità popolare. In effetti, si potrà discutere sulla efficacia e sulla legittimità degli organi elettivi, ma l’ ordine giudiziario non lo è e non potrà esser travolto dalla succitata dichiarazione di incostituzionalità. E, se la magistratura, non troverà nella sua parte canonica l’ argine a questa mira pericolosa, ben presto tutto dipenderà soltanto da lei, legislativamente, amministrativamente e la mannaia del penale. E questo, sarà una catastrofe per la democrazia e per la libertà dei cittadini.

Se io stesso fossi un magistrato proiettato all’ assorbimento e all’ accentramento del potere, mi starei già organizzando in tali sensi.

E il bello ( si fa per dire ) è che, con queste fosche prospettive, è da auspicarsi che qualcuno, assumendosi pericolosissimi rischi personali, assuma coraggiose responsabilità, si esponga, e riesca a forzare questo circolo vizioso e rimetta in carreggiata la democrazia e la sua struttura normale.

Sarà difficile, viste le parti interessate.

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3 risposte a Note a margine n. 317

  1. helena ha detto:

    Nota n.320 – Grazie per l’AVVISO – Provo a seguire il consiglio, magari si sblocca qualcosa.
    Spero in altri volonterosi per condividere il dispiacere. Provateci, e speriamo bene.
    Salut !

    • Aldo ha detto:

      Note .n. 320, O.K.,però mi dispiace davvero, andava così bene! Spero; anche io sto rilevando degli strani cambi. Può darsi che metta le mani qualcuno?.

      • Michele ha detto:

        Sì, caro Aldo, temo proprio che ci sia lo zampino avvelenato di qualcuno che evidentemente non gradisce ciò che ci scriviamo. Sono cose che accadono, purtroppo. Proverò ancora. Ciao a tutti e grazie.

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