Note a margine n. 302

tristezza

NON INVOCATE LA VERGOGNA

Vergogna. Chi l’ha vista? Lemma desueto che significava imbarazzo, disagio, timore. Prima di decedere, è stato irriso, sbeffeggiato, percosso nelle parti intime; poi, è stato finito a colpi di bastone col metodo del crurifragium, una versione più sbrigativa della lapidazione. Vergogna: riportano gli storici di averne trovato casualmente tracce nella necropoli Italia sino a quasi gli anni ’60, ma pare che fosse già roba di importazione su richiesta di pochi palati esigenti che non volevano/sapevano rinunciarci del tutto. Poi, con la diffusione a prezzo popolare del facciaculismo in plastica, fu emarginata, additata al pubblico ludibrio e la folla, si sa, una volta scatenata non ci sono argini che tengano. E la poveretta fece la fine che sappiamo. Morì dopo lunga agonia e senza disposizioni testamentarie: sapeva bene di non avere eredi, tranne qualche lontano parente, ma non successibile per indegnità. Eppure la sua antenata Verecundia, di nobile famiglia gentilizia, aveva fatto molto affidamento sulla forza della trasmissione ereditaria legittima, anche se non mancavano nella storia della sua gens, casi di lasciti, di legati, di fedecommesso e di retratti successori: qualche petitio hereditatis e molti casi di suicidio a causa di vergogna. Pare, anche (ma questa è leggenda) che la vergogna avesse un rapporto strettissimo con l’ onore, anch’ egli nobilissimo di stirpe ed ancor più di cuore, ma finito male dopo essere stato ingannato e tradito per l’ ennesima volta, e non resse al dolore.
E così, di vergogna e di onore, quasi non se ne parla più. I pochi che se ne ricordano non ne parlano perché sanno che verrebbero derisi o presi per vaneggianti, chi ne ha sentito parlare ci crede poco o nulla. Gli altri, con la diffusione della plastica, si riforniscono di facciaculismo, altamente resistente agli urti, al calore, al freddo e pure al fuoco se in versione ignifuga con piccolo sovrapprezzo.
Lasciamo stare la vergogna. Che riposi in pace.

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3 risposte a Note a margine n. 302

  1. Zanoids1980 ha detto:

    Prof.Lamacchia, io sono giovane ancora ma ne ho sentito parlare. Però non ho capito bene che cosa fosse. A partire dai vertici dei signori che ci governano e si fanno governare dai loro padroni europei ( a partire dalla Christine Madeleine Odette Lagarde, quella che scriveva a Narcosy offrendogli di fare tutto per lui) tutti ci dimostrano di non avere alcun tipo di ritegno e di essere compionissimi di facciaculismo, protesi solo ad approfittare di cariche e poltrone. Secondo me, il Berlusconi non è stato all’ altezza della situazione, è stato un facciaculista dilettante e non ha voluto imparare nulla dai maestri, e per questo è stato punito. Cordiali saluti.

  2. Fabrizia ha detto:

    Prof. Lamacchia, ha visto che figuraccia che ha fatto Don Mazzi, quello che voleva Berlusconi per fargli lavare i cessi del suo centro sociale? Si è rimangiato tutto e ha detto che scherzava. Con una telefonata, uno si è finto avv. Ghedina (difensore storico di Berlusconi) e gliene ha detto quattro; quello il don, non ha capito e si è calato le brache fino in fondo! Lo registriamo come esempio di buon facciaculismo doc? Ciao.

  3. Gray ha detto:

    Carissimo Prof., speravo che Lei si ricordasse di celebrare con una Sua nota particolare il n. 300. Erano 300 giovani e forti, i Suoi scritti. Lo ha dimenticato? io no. Tuttavia leggo le Sue riflessioni con grande interesse e le condivido del tutto. Cosa potrei aggiungere sulla vergogna e sull’ onore? Archeologia, mito, leggenda? certo è che nessuno più se ne ricorda e sembrano fantasie.
    Ormai impera quello che Lei chiama facciaculismo e non si prospetta nulla di buono. Dobbiamo adeguarci per poter sopravvivere?

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