Note a margine n. 271

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SIAMO GIA’ COSA LORO?

Che la compaesana del Katanga, ministra per caso e per accidia di un governo mancato maiuscolo, fosse in pieno conflitto di interessi col Paese – dove più per grazia ricevuta che per meriti personali pascola abusivamente tra gli ultimi faticati raccolti nostrani – lo avevo già detto e ridetto ab initio del suo raid italiano, sottolineando, peraltro, che trattasi di conflitto qualificato in peius stante il solenne giuramento prestato di osservare la Costituzione Italiana e servire il Paese che l’ ha accolta e onorata. Servire due Paesi, è come Arlecchino servo di due padroni. Immaginate, in caso di conflitto bellico, da quale parte e contro chi sparerebbe dopo essere nata, vissuta e formatasi in Congo per i primi venti anni della sua vita.
Che costei si barcameni tra di noi, poi, ad libitum sbandierando con fierezza una volta la sua sicura nazionalità congolese ed un’altra volta la sua presunta italiana, è aspetto ancor più grottesco che dovrebbe indurre tutti a riflettere con maggior cura e realismo sulla opportunità che costei continui ad occupare apicali spazi amministrativi senza competenze, senza amore per noialtri, e unilateralmente, ignorando a piè pari la collegialità ministeriale e tentando di gestire monocraticamente il potere (e non la funzione) come in uno dei suoi villaggi d’origine. E mescolando artatamente le carte: laddove unisce alla Integrazione (suo ministero) la Immigrazione (non suo ma di stretta competenza collegiale ministeriale). E poi, qualcuno chiarisca alla signora: non confonda la nazionalità, unica, naturale, inconfondibile e non gestibile, con la cittadinanza che, invece, dipende dalla mutevolezza della legge. Non faccia la furba, perché già non riscuote il massimo della fiducia degli italiani e, per quanto io cerchi e domandi, non ho ancora trovato uno che non la detesti cordialmente, non foss’ altro per certe sue prese di posizione stile puzzette al naso verso gli italiani che non si capisce esattamente donde provengano. E noi ci vediamo sempre più costretti a ringoiare le parole che vorremmo poter liberamente gridare e che ci vengono proibite per non essere incriminati come razzisti. E per fortuna ab initio ebbi a protestare anche contro la sciocca scelta della bianca Unna canottista che, poi, non rivelò al meglio né la sua sua integrità e né un sincero rispetto per i nostri connazionali, prima e dopo essere pizzicata a far monellerie molto poco ministeriali.
Quanto ad altre anime belle: facciano bene prima dei calcoli, dei seri progetti di fattibilità e di mantenimento: la propaganda, solo a seguire. E poi, si lascino in pace i messaggi evangelici e quelli pastorali che sono, sì, cosa buona per il viatico al Regno dei Cieli ma nessuno dei quali, sino ad oggi, pare coniato soltanto per la nostra povera Italia né realizzato in questo Regno terreno, anzi, terra terra.  Non siamo noi i “razzisti”. sono loro che sono “cazzisti”! Come non rammentare la cruda teoria di Putin: “In Russia vivono i Russi…”?
Si faccia il bene, ma aprendo le porte delle proprie case, con soldi propri e non quelli estorti agli italiani poveri ed impoveriti, e soprattutto privi dei quei benefici assistenziali gratuiti riservati ai migranti e ai nomadi. Quando la nostra terra, piccola e già defraudata e impoverita dalle bankomafie, sbrindellata e defedata dalle nostre continue beghe interne piccole ma fegatose, avesse dato tutto di sé e fosse già diventata pura colonia, la valanga africana avrebbe soltanto meno di un pasto, meno di una goccia di acqua e desertificato quel poco di risorse scampate alle politiche stragiste di politici e burocrati magnacci, e dei proff. spocchiosi e sguinzagliati dal Destino baronale e dalle loro agenzie lobbiste che ci hanno già inventariato come “come cosa loro”. Dio ci scampi da questo inutile suicidio di massa guidato da miopie e da segreti progetti. Ma Dio fa ciò che può; il resto tocca noi. Ma prima dobbiamo convincerci che, credere o non credere, tutti, a destra e sinistra, abbiamo una “causa”: la salvezza. Eppure, continuiamo tutti, indistintamente a vivere come popolo da soma, per mantenere un apparato drammaticamente costoso di api regine e fuchi papponi che giocano a fare i moralisti verso i puttanieri.
A latere, tutto l’ aiuto e solidarietà possibili a favore du quelli che si trovano ad essere diseredati prima di noi. La vera tragedia è tale quando entrambi i personaggi contendenti hanno ragione. A voler sopravvivere.

P.S. Dai grafici statistici riservati, mi risulta che questo mio modesto blog viene seguito molto all’ estero, in terre molto lontane. Una mia lettrice commentatrice, tra le lontane più vicine, interviene assiduamente da Israele. Ora, sarei onorato se anche qualche lettore italiano ( cui è assicurato automaticamente l’ anonimato) mi facesse sentire la sua voce.

Grazie.

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6 risposte a Note a margine n. 271

  1. Nevenera ha detto:

    Salve Prof. Sono un suo alunno di 20 anni fa . La seguo assiduamente, le sue lezioni sulla vita al tempo dei banchi scolastici sono state un faro che sto seguendo nella mia vita. Complimenti

  2. Martina ha detto:

    Allò Prof! Ma sta sentendo che roba?! C’ è da mettersi le mani nei capelli e questi litigano ancora!
    La gente è letteralmente inviperita, stretta tra i problemi economici e quelli del invasione. Il Papa, poi, sant’ uomo certo, ma ci mette pure un carico da undici! Ok parliamo di noi, oggi primo giorno di ferie; mi presento volentieri all’appello ora, ma sono una sua assidua lettrice dall’ inizio e non ho smesso nemmeno quando stata in Canada per lavoro. E le comunità italiane di là la seguono. Lei si presenta benissimo e abbiamo scoperto anche la sua biografia e i libri pubblicati. Ciao Prof! A presto.Dove trovo il suo numero di tel? (se possibile)

    • Aldo ha detto:

      Veneziani nel suo intelligente Cucù sul Giornale,pur ammettendo l’esistenza delle condizioni per una guerra civile esclude che questa scoppi per “mancanza delle ragioni”.
      Mi sfugge la differenza funzionale – a parte quella lessicale – ai fini della concretezza del pericolo. Non sapranno contro chi sparare? Non credo. Io temo che attaccherebbero là dove si potrà razziare bottini e sarà peggio di una guerra, Ognuno sarà nemico di un altro,,, per difesa o per offesa. E potrebbe essere terribile. Non basterà essere innocenti per essere risparmiati dal saccheggio e dalle violenze.

      • Gray ha detto:

        Martina, lei deve essere molto giovane e la freschezza traspare infatti anche dal quel Tu che lei, con semplicità disarmante e da invidiare, dà al Prof. Lamacchia e dalla chiusa del suo intervento. Il n. di tel? Ma, se esiste, mia cara sarà scritto nel suo elenco, immagino; ma non credo che sia una buona idea approfittarne da parte dei commentatori. Mi perdoni, è solo un mio pensiero, forse demodè. Perchè non ci parla invece della sua esperienza in Canada e di come si vivono là le tristi vicende italiane di cui stiamo parlando?.

  3. Frida ha detto:

    Prof. Salve! Ho letto poco fa il suo più recente blog e il post scriptum. A dire la verità avevo provato più volte a inserire un mio piccolo commento ma non ci sono riuscita, così ho rinunciato ma non ho mai smesso di leggere i suoi scritti sempre ben fatti. Sono tedesca e insegno la mia lingua in istituti privati e college in genere del nord Italia perchè mio padre è italiano di queste parti.
    Oggi mi sono fatta aiutare da un’ amica che è una maga del computer. E sono qui per esprimerle la mia stima e la mia ammirazione, anche se non credo che lei sia così vecchio come vuole far credere. Mi piace la moderazione con cui tratta i vari argomenti di attualità e quelli culturali, e le confesso che a volte li abbiamo letti e commentati anche in classe dei più grandi con interesse.
    Condivido quasi sempre le sue osservazioni e continuò a seguirla. Ora mi trovo in vacanza al mare in Toscana. Auf Wiedersehen ! (Bitte, sia meno cattivello con i tedeschi)

  4. FIDELIUS ha detto:

    Caro Lamacchia, raccolgo volentieri il tuo invito anche per farti sapere che sono anni che seguiamo con interesse le tue osservazioni sempre ben argomentate, Dici spesso di essere anziano ma io credo di esserlo più di te e quindi ti do volentieri del tu. In effetti, come supponesti tempo fa, i motivi per i quali ti arrivano pochi commenti scritti (a parte quelli frequenti di una signora dalla magnifica penna) possono essere diversi, e non escluderei una diffusa difficoltà a mettere per iscritto le idee,
    Mi riprometto di intervenire ancora e ti auguro un uditorio attento e animato soltanto da buoni valori e non dalla solita vacua polemica.
    Ciao, a presto.

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