Note a margine n. 259

due

2 DI PICCHE E CARICHI DA UNDICI

Riprendo qui una considerazione davvero disorientante di Veneziani il quale si prospetta le prossime evoluzioni del centrodestra una volta deprivato del suo leader naturale. Anziano, forse defatigato, e ancora sottoposto alle unghiate di forze e poteri che del distruggerlo hanno fatto loro unica ragione di vita. A ragione o torto, lo sapranno i nostri posteri che, per quanto io possa immaginare, forse e a volte ne riesumeranno il nome, e ignoreranno come storicamente irrilevante tutto il resto. Colpe e incolpatori compresi.
Il PDL, e sì, sono anni che lo scrivo anche io. L’accentramento sovrastante della personalità di certi leader, raccoglie e accorpa l’elettorato attivo, ma, al contempo comprime esponenti dell’ elettorato passivo, li mette in fuga o in ombra, li deprime come eterni secondi. La Storia insegna e si ripete: è una regola naturale, fisica, direi.
Per quanto sfarzoso possa essere, accade che “sotto il vestito niente”. La vicenda del “delfino ottriato” (intendo il primo, che finì così miseramente) forse avrebbe potuto essere una pezza a colore, ma non davvero rimediare: anche per indigenza di carisma e pochezza che tendeva a compensarsi con impennate di orgoglio edificate sulla sabbia. A parte la spocchia ed il resto che seguirono denudando sentimenti e mire da repertoriare nel registro dell’ oblio terapeutico.
Razionalmente (ma non lo auspico) penso che soccorrerebbe soltanto una solita truculenta caccia all’ uomo, solito stile terzomondista-bokassiano: infiammerebbe gli animi e tireremmo a campare almeno sino a quando una certa generazione di cacciatori di teste resterà attiva. E non è cosa che possa accadere domani: troppo ancora dovremo lacerare i testimoni della nostra civiltà perché venga quel momento. Nella massa del centrodestra (partiti ed elettori) ci sono persone di vaglio, tuttavia, dopo il Berlusca sarà istintivo cercarne un altro ma difficile trovarne uno che sappia riscuotere un credito che non sia solo chirografo. Non dico sfidare eroicamente coloro che immancabilmente userebbero arti e poteri per schiacciarlo politicamente e in separata sede.
La ripercussione del dopo Berlusconi sarà negativa anche per gli avversari che, per esistere e prosperare, dovranno inventarsi un nemico da spacciare come male assoluto e radunare opposizioni rancorose e diramare metastasi nelle parti più impensate di questo nostro ordinamento. Perderanno coesione e consistenza pure loro. E forse ci aiuteranno pure al rimpiazzo. Certo che in molti rallenteranno carriere e sogneranno con nostalgia il perduto telecamerismo che li aveva fatti sembrare grandicelli. La storia dei due di picche che vogliono sembrare carichi da undici. Il loro peccato originale.

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