Note a margine n. 245

inciucio

IL BARATTO O IL BARATRO: TERTIUM NON DATUR
C’ è da sperare vivamente che questo embrione di Governo riceva alle Camere gli onori del parto; il che è evento ancora incerto. A pro del Paese, c’ è da contare sul fattore “realismo”, e sulla varietà dei sentimenti dei parlamentari, che vanno dal bene comune allo spauracchio di dover rinunciare alla irripetibile dolce vita romana, alle ricche prebende diversamente irrealizzabili, e di dover tornare a casa per sempre, alle proprie occupazioni e alle disoccupazioni quotidiane. Quando c’è da turarsi il naso (Montanelli docet) occorre farlo pur di salvare il culo.
L’ ora degli schizzinosi è fuggita, e noi tutti non vogliamo morire disperati. Per una volta, facciamo gli ottimisti e segniamoci i nomi dei disfattisti che, in proprio o per conto terzi, boicottano o sabotano le operazioni di salvataggio; e poi ricordiamocene. A proposito, anche i nomi dei buffoni e dei mascalzoni che perseverano nel discutere ancora in termini astratti di sinistra e di destra, e come di nemici per irriducibile destinazione di natura. Sono facilmente riconoscibili; in genere sono quelli che fanno la parte degli indignati per l’ inciucio, termine coniato per errore giornalisticortografico, dal contenuto indefinito uso quattro stagioni, da brandire ogni volta che ci si trova innanzi a realtà diverse dalle aspettative personali. E’ l’ orrore, l’abiezione, il degrado morale, la pax mafiosa tra soggetti che, per ordine naturale delle cose, non possono mai deporre le armi l’ un contro l’altro. Secondo i parametri valoriali determinati da teste di cazzo o da coloro che se lo sono presi in quel posto perché ambivano diversamente.
Non è una novità; nel 1947 – se mal non ricordo – fu Pietro Nenni, politico di razza e non razza di politico, a coniare l’ antesignano “intrallazzo” che ebbe vita lunga e onorata, per via di generazioni di intrallazzatori militanti o teorici. Con la differenza che l’ intrallazzo ebbe il merito di essere meno indefinito ed indicò accordi amicali sottobanco o armeggi solitari. Conteneva già l’ancora sconosciuto dna dell’ inciucio, ma veniva usato con oculatezza e parsimonia, quando veramente calzava.
L’ inciucio, invece, è un ‘arma impropria, oscuro oggetto del desiderio prêt-à-porter; un jolly bisex, misura unica, da giocarsi ogni volta che manchi un’ argomentazione, è un prefabbricato verbale pronto in padella per comunicare l’ indignazione a prescindere, che non merita spiegazioni, comodissima per chi non ne ha o non sa discuterne.
Degno compare neolessicale del berlusconismo tanto diffusamente detestato e combattuto, a quello complementare e sussidiario, e che, ahimè, ancora non so esattamente che cosa è. Sono un precisino inguaribile.
Fiducia al Governo: meglio un baratto oggi che un baratro domani mattina. Tertium non datur.

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