Note a margine n. 236

BASTA

ADESSO BASTA!

A spizzichi e bocconi, col fiatone ed il cuore a mille, siamo giunti (quasi) al gran giorno della elezione del nuovo Presidente della Repubblica. Regna la confusione mentale che è tutt’altro che la pluralità del pensiero. La gente comune si aspetta un miracolo, contende, dibatte, paventa, auspica. La gente speciale ci mette il carico da undici scodellandoci show, annunci, dichiarazioni, veti.
Io, gente comune di nascita ma specialissima nella mia ordinarietà incazzata, costretta a vivere la sua vecchiaia alla mercé di politicanti fatti di truppe in ritirata e schiere di automi robotizzati con la password 5S, sono assillato dal desiderio nascosto di essere eletto io. Ne ho tutti i requisiti e, come tutti gli altri nomi in gioco, non rappresento un cazzo, oltre me stesso. Ma sogno ugualmente. Appena eletto, subito dopo il giuramento di fedeltà alla Costituzione, firmerei un mio primo D.P.R. del mio settennato: Art. 1 – Andate tutti a fare in culo. 2) Subito e a spese vostre.

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