Note a margine n. 216

COMMODUS DISCESSUS ?

Unica realtà fattuale: abdicazione da parte di un monarca elettivo, non dinastico. Soltanto poi viene la interpretazione del gesto. A prescindere dalla sensazione di “abbandono” che possa provare un fedele, soprattutto nei momenti economicamente e moralmente critici, la misurazione etica della stessa non può essere aprioristicamente negativa ove si consideri che “la rinuncia” è legittimata e ammessa dal Codice Canonico (art. 332, comma 2) e che la stessa prescinda addirittura dalle sue motivazioni. Il che significa che la “rinuncia” è considerata sempre ed in ogni caso conforme con le norme che regolano la Chiesa, lecita, legittima, corretta.
Certo, ai fini puramente laico-etici, non ci si può sottrarre alla valutazione e alla differenziazione delle cause motive dell’ abdicazione, le quali possono essere complesse e, quasi sempre, non univoche ma diverse, concorrenti e complementari, tranne il caso della fuga pura e semplice, quella, cioè originata esclusivamente dalla paura di un pericolo o rischio solamente personale, caso ben diverso della defezione di un soggetto che voglia, così, salvaguardare una famiglia da lui dipendente, valore preponderante.
La diserzione, nel suo senso negativo, è pertanto tutta da dimostrare, di volta in volta, ricercandola nella mancanza di valori prioritari che si intendono salvaguardare anche per mezzo dell’ abbandono.
Il “discessus” non è per definizione entità negativa si ché, a volte, può essere ritenuta doverosa in alternativa prioritaria alla legittima difesa; altre volte, può essere, invece, “commodus discessus”, fuga di puro comodo.
Il bene della Chiesa e della ecumenicità cristiana invocata dal Papa abdicante ben può rappresentarsi come il bene superiore di una famiglia che dipenda da lui e dalla sua concreta capacità di occuparsene beneficamente. Un restare in carica ad ogni costo (come ben sappiamo in Italia) potrebbe essere velleitario e addirittura esiziale per coloro che vi guardano come ad un faro sicuro.
Per ciò che ne sappiamo, le spiegazioni del Pontefice non sono state ancora smentite. Perché non credergli e considerarlo, tout court, un disertore? Un genitore che si renda conto di non essere più in grado di accudire il proprio bambino e decide di affidarlo in mani migliori delle sue, non può suscitare riprovazione.

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2 risposte a Note a margine n. 216

  1. helena ha detto:

    chiedo scusa, ma non ci ho dormito bene, dopo il risultato rivoluzionario comparso nel commento precedente, giuro non e’ colpa mia, io sono si’ una povera tastiera avversa alla ‘cosa tecnica’, ma emotiva di nascita e innocente.
    La foto di Papa Benedetto, visto elegantemente di spalle, mi angoscia e resto immobile a guardarlo e lasciarlo andare via, senza chiedermi un minimo perche’; mi mostra le spalle ma non me le volta, e i suoi occhi nascosti non sanno dirmi niente. Sotto lo zucchetto bianco ci saranno i segreti che ti porti via senza fuggire. Io rinuncio a sapere la verita’ della tua Rinuncia, perche’ ti stimo e ti rispetto, come Uomo e come Papa, e come insegna l’excellence del pensiero, come sempre prezioso, leggibile nelle Note di Michele Lamacchia.

  2. helenaec ha detto:

    i’o ci provo e che Dio mi aiuti nella difficolta che mi cade addosso
    ;..ecco, ho ritrovato il rosso, toda la El !

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