Note a margine n. 214

interrogativo

SUSPICIO

Dopo le note Encicliche Caritas in veritate (29 giugno 2009), Spe salvi (30 novembre 2007), Deus caritas est (25 dicembre 2005), Benedetto XVI stava completando l’ ultima di cui ignoriamo il contenuto. Noi, almeno. Si sa solo che mirava ad avere una incidenza straordinaria, epocale sulla vita della Chiesa e della Cristianità. E si sa, anche, che tra i pochi che erano riusciti a carpirne segretamente i messaggi, alcuni “pezzi da novanta” erano davvero allarmati dalla sua imminente diffusione, per via di certi asserti che rigorosamente riaffermavano principi non negoziabili, ad onta delle forti pressioni che da più parti venivano dirette verso il Pontefice in senso più che innovativo, rivoluzionario. Il muro congiurale levatosi attorno alla sua opera in gestazione certamente avrà reso praticamente impossibile il completamento dell’ enciclica nella forma e nella sostanza voluta dall’ autore. Forse, il rifiuto di cedere e di rendersi complice di queste innovazioni in danno della Chiesa, avrà convinto il Papa – piccolo ma tosto – a non farsene complice adottando l’ unica soluzione possibile senza spaccare l’ unità ecclesiale: l’ abdicazione, con coraggio, dignità e purezza di spirito. Mi piace pensarlo.
A qualche timida domanda, oggi gli addetti ai lavori hanno risposto laconicamente che, sì, l’ opera verrà pubblicata: ma non in forma di enciclica, si è affrettato a precisare, senza aggiungere altro. In poche parole, sarà revisionata (non sa da chi) e non avrà quel crisma che accompagna giuridicamente l’ enciclica. Ecco che il pensiero ispirato del Pontefice viene messo in condizione di non nuocere. E soprattutto, resterà un segreto il suo testo autentico originale pontificale. Circoleranno contraffazioni e paternità acquisite.
Negli attimi immediatamente successivi alla comunicazione personale con cui il Pontefice notificava la sua abdicazione, ha preso microfono e parola il Cardinale Sodano il quale rivolgendosi al Papa che aveva appena finito di parlare, con voce emozionata, ha detto, tra l’ altro: “ …la Sua comunicazione coglie sorpreso me e tutti gli altri presenti, e cade su noi tutti come un fulmine a ciel sereno…” bla, bla, bla…. Sembrava quasi vero, se non fosse che il suddetto “sorpreso emozionato” leggeva da un foglio, non un appunto veloce, improvvisato sul momento, ma una cartella dattiloscritta che reggeva tra le mani. Intelligenti pauca.
Diffido di siffatto contesto. Ancorché da laico, spero vivamente che il Pontefice a riposo di clausura sopravviva lucidamente sino alla preannunciata data delle ore 20.00 del 28.02.13 e che non siano frapposti ostacoli “di protocollo” a privati contatti colloquiali tra lui e il nuovo Papa. Ma mi punge uno brutto dubbio.
Ad tristem partem strenua est suspicio…

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