Note a margine n. 210

bugie

MENZOGNA USURAIA

Una mia amica, da molto lontano, mi ha citato un insegnamento di Solone. “Se noi onoriamo la menzogna nei nostri spettacoli, la troveremo ancora nelle nostre promesse più sacre”. Il nobile legislatore ateniese prese spunto da alcuni cambiamenti distorsivi apportati al carro di Tespi, ma la teatralità è affine alla vita sociale, lo era e lo è ancora.
Forse il dramma raggiunge il suo apice proprio quando noi diventiamo complici, anche involontari, rendendo onore alle falsità che ci vengono offerte da impostori e manipolatori, accettandone il metodo; con la conseguenza di ingenerare una catena di reazioni tali che, alla fine, la falsità così consolidata e omologata ce la ritroveremo ancora e sempre anche in ciò che avremo di più sacro. Quando si parla della fine del mondo, forse si trascura di ipotizzare che questa sia già cominciata. E noi non ne abbiamo ancora consapevolezza.
Nell’ attuale crudo agone politico, noi – per quanto possiamo sentirci a favore di questo o  contro quello – abbiamo la grave colpa di comportarci da spettatori consapevolmente o inconsapevolmente consenzienti (quando non faziosi) verso il metodo della falsificazione, della distorsione della verità se tale alterazione è ad adiuvandum delle nostre mire, quelle sulla cui bontà e giustezza non dubitiamo mai. Con altrettanta negligenza, poi, censuriamo e sviliamo quelle verità utili al nostro contraddittore-avversario.
Questo atteggiamento non è soltanto immorale: è drammaticamente stupido.
Se accettiamo – sia pure per una causa che riteniamo buona – il metodo della manipolazione della verità, se siamo pronti a sacrificarle la nostra dignità e l’ onore, noi diventiamo gli autori di un artificio immorale, lo semineremo, lo coltiveremo ed i suoi frutti velenosi che oggi possono colpire il nostro avversario, poi, agli immancabili giri di boa, verranno a colpire noi stessi, tutti senza distinzioni e riguardo, anche nelle cose più sacre. Mangeremo tutti di quel pane tossico e ci autodistruggeremo come essere umani, e ognuno ritornerà ad essere homo homini lupus. E questo è stupido perché non converrà a nessuno vivere in siffatto contesto, esposto alla lama tagliente della impostura e della menzogna.

La menzogna è un gas tossico che chiunque disperda nell’aria sarà costretto a respirare a sua volta e dovrà vedere che la respirano anche i propri figli.
Immaginate un Giudice che, per condannare o per assolvere dalla imputazione di un crimine, forzi la verità e consegua il risultato voluto con metodi criminali e non con quelli legali? Egli avrà vinto una sua battaglia, ma la società di cui egli fa parte avrà perso una guerra: suoi saranno il disprezzo, la diffidenza, il rancore ed il peso sulla coscienza di non essere stato all’ altezza della civiltà e dell’ alta funzione affidatagli.
Non venite a compromessi; la menzogna è una usuraia che vi presta utilità approfittando del vostro bisogno, ma più spesso, approfittando del vostro punto debole: l’ avidità del successo; ma poi dovrete ripagarle interessi  spropositati e per tutta la vita, fino a stremarvi del tutto.

Dissacriamo la menzogna, pertanto, denunciamola, detestiamola, condanniamola sempre e in ogni circostanza. Bonifichiamo le coscienze: esse sono la base essenziale di ogni progresso civile.

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