Note a margine n. 209

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IL CARRO DI TESPI

Nel migliore dei casi, sono un ingenuo. Nel peggiore, uno sciocco. Non capisco, non capisco e continuo a non capire. In questo carro di Tespi che muove la massa dei saltimbanchi e cantimbanchi affiliati con un patto di sangue alla politicamurrìa, continuano a levarsi grugniti, belati, muggiti, squittii, ed altri versi animaleschi di un caravanserraglio biblico. Il fetore inconfondibile ascellare e l’ alitosi tremenda esalano puntualmente ogni volta che sollevano i denti dal pasto. Mentono, simulano, ingannano a man bassa alla disperata ricerca dello slogan che attecchisca nelle variegate incoscienze della gente. Oggi, il dr. Acasasenedeveandare ha inventato un altro lazzo con doppia capriola: basta con la politica personalizzata! Azze! È il caso di dire. Ma se qui sono anni che non si fa altro che contrapporre persone e basta! Non ho mai sentito discutere di programmi, mai contrapporre un programma ad un altro. La serietà politica dell’ agone dovrebbe, invece, essere sulle offerte programmatiche, sulle riforme che si vogliono perseguire o contrapporre, sulla bontà delle proposte.

Qui, da noi, in questo selvaggiume cannibale si continua a lottare l’ uomo che si presta meglio alla parte del nemico di turno, come la personificazione del male: così si opera per un collettivo lavaggio del cervello, per distrarre la gente dall’ oggettivo esame dei problemi, arruffarne le emotività, arraffarne un voto di pancia.

Non è esaltando ed ingigantendo una identificazione del male che può crescere la modesta statura di chi si spaccia come capace salvatore. Tuttavia, andrà così ancora una volta. Coglioni: basterebbe cambiare l’ ausiliare da “essere” ad “avere”. Eppure pare cosa impossibile. “Si sta come d’autunno sugli alberi le foglie”.

Questi sono i frutti perversi di una democrazia senza solide convinzioni di valori: la democrazia è un metodo, non l’ ambito risultato finale che mette le cose apposto. Nelle mani sbagliate la democrazia consente le peggiori delle aggressioni, omologa i soprusi, è l’ ipocrisia della legalizzazione che assolve o condanna secondo i tempi. Io speriamo che me la cavo.

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2 risposte a Note a margine n. 209

  1. helena ha detto:

    Previsioni dei Tempi circa 3000 anni addietro: e che sara’ mai ?!, forse e’ solo a noi che sembrano tanti, a noi che viviamo 150 anni, per non mettere limiti ai voleri della divina provvidenza. E invece sono solo un soffio di vento, in una dimensione che non e’ quella della vicenda dell’ Uomo, permesso di soggiorno limitato.
    Il palco sul carro del poeta e drammaturgo Tespi della antica Grecia, nonostante le sue ancor piu’ antiche ruote e sgangherate, traballando a sobbalzi inimmaginabili, e’ arrivato fino a noi sano e salvo, ma cambiato proprio tanto: il palco si e’ riempito di una quantita di uomini nuovi che non sanno cantare ne’ declamare, ma emettono voci forti da capogiro, accompagnate da gesti che non sanno di mimo. La gente corre a guardare incuriosita quello che gli offre la piazza.
    Solone, legislatore giurista e poeta, qualche migliaio di anni addietro, vedendo che sul palco del carro qualcosa di nuovo era accaduto, cerco’ di convincere il popolo di non assistere alle rappresentazioni: ” Se noi onoriamo la menzogna nei nostri spettacoli, la troveremo ancora nelle nostre promesse piu’ sacre “.
    Si, si.
    Previsione dei Tempi che corrono, come un soffio di vento…

    • michelelamacchia ha detto:

      Verissimo quanto rappresentato con la consueta eleganza e limpidezza da Helena. Forse il dramma raggiunge il suo apice proprio quando noi diventiamo complici, anche involontari, rendendo onore alle falsità che ci vengono offerte da impostori e manipolatori; con la conseguenza di ingenerare una catena di reazioni tali che, alla fine, la falsità così consolidata e omologata ce la ritroveremo ancora e sempre anche in ciò che avremo di più sacro. Quando si parla della fine del mondo, forse si trascura di ipotizzare che questa sia già cominciata. E noi non ne abbiamo ancora consapevolezza..
      L’immagine rammenta alcuni miei versi da “SOLTANTO VENTI” 1995 – MASCHERE.
      Grazie Helena. Ciao

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