Note a margine n. 201

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UNA MORTE

E’ quando scompare una donna come Rita Levi Montalcini che si può parlare di morte. Ne faccio una questione di proprietà lessicale.
Se e cosa ci sia dopo la vita terrena è domanda cui ciascuno risponde a se stesso ogni volta che ci pensa, anche en passant; qualunque sia la sua opinione, io credo che il senso più esatto del concetto della morte si percepisca in queste sempre più rare occasioni. Ovviamente, ciascuno a suo modo e a sua misura.
Dicono che il valore della vita di un essere umano lo si apprezzi sempre fuori tempo massimo, non un attimo prima che il rigor mortis abbia cominciato a sbiadire il disegno di quel sorrisetto scetticocretino che ci portiamo stampato sulle labbra per dire che siamo più furbi e scafati di un prossimo troppo spesso vissuto come antagonista. E’ un nostro vizio più o meno occulto quello di sentirci in continua competizione con chi è o ha più di noi, in qualità o anche in diversità. Il rispetto, la deferenza, il riconoscimento dei meriti sono andati altrove da tempo, da quando abbiamo cominciato a cincischiare con quella frode naturale della uguaglianza ammannitaci a colazione a pranzo e a cena.
Eppure, quando scompaiono personaggi come Rita Levi Montalcini sentiamo che è l’ Umanità che perde un suo pezzo prezioso e noi con lei.
Molti trapassano lasciando qualche occhio in lacrime, qualche sofferenza o commozione che il tempo, galantuomo come pochi ormai, indennizzerà propinandoci alla bisogna il meglio dei ricordi e cancellando il loro peggio. Così, dopo la vita, nel cuore di chi resta diventeremo solo un personaggio che farà i conti ogni giorno con la nostra capacità di rammentare, di dimenticare, e di interpretare.
Ma noi valiamo esattamente nulla di più di ciò che siamo capaci di dare, valiamo per differenza algebrica tra quello che abbiamo ricevuto, preso, consumato e ciò che abbiamo prodotto non solo per poterlo consumare noi stessi, ma per la utilità che siamo capaci e disposti a dare senza tornaconti agli altri, legittimi rappresentanti dell’ Umanità.
Si muore ogni giorno di inutilità, è l’ epidemia del secolo
La perdita di Rita Levi Montalcini è una morte che aiuta a riflettere.

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