Note a margine n. 196

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DICIAMOCELO

Monti Mario. Proclama: io non sto con nessuno: sono gli altri che devono stare con me. Io non mi metto in discussione, io non mi candido: la volontà del popolo non mi interessa. Io sono super partes in assoluto. Raccolgo e ammasso di tutto, ecco, e affinché non diciate che sono qualunquista, dico tutti tranne Berlusca, eccola la mia idea politica. Ecco: forse, un altro uomo della Provvidenza, del Destino. Boh! Io non riesco ad immaginare, per domani, un Ministro o un Parlamento che si discosti dall’agenda dell’ uomo del monte, una specie di editto monocratico da prendere o lasciare.
Un’ altra grave manifestazione di discredito verso il nostro Parlamento che è stato del tutto bypassato nel pur consolidato protocollo dimissioni o abbandonato con le mani alle orecchie delicate per non ascoltarne gli interventi sgraditi. E già questo è altamente indicativo di una concezione secondaria e subalterna del Parlamento nazionale – condivisa dall’aspirante premier – destinato sì a diventare Europa, ma prima a restare a lungo nel Purgatorio germanico per meritarsi il permesso di soggiorno pagando il prezzo imposto dal monopolista padrone di casa.
D’altro canto, un Parlamento sputtanato per conto terzi e poi arruffianato come puro passacarte di fiducia non poteva che mietere questi avvilenti risultati. Alla faccia della sovranità e di chi ci credeva; sberleffi a chi ci crede ancora. Non riesco ad immaginare la utilità delle prossime elezioni, la funzione dei partiti e del Parlamento che gravano e graveranno così tanto sul bilancio dello Stato, quando l’ Etat c’est moi. Di una persona con tale mentalità accentratrice e sprezzante della sovranità democratica del popolo non potrei fidarmi nemmeno se mi offrisse oro. Nemmeno se assistita da solidissima fideiussione bancaria o assicurazione dei Looyd di Londra.
Nel merito. Ho letto la cosiddetta agenda di Monti: diciamocelo, in sé è un bel lavoro, le teorie espresse sono misura unica, per tutte le taglie e quattro stagioni, nel complesso, sono talmente condivisibili da sembrare a volte pleonastiche. Io stesso ebbi ad auspicare, in mancanza di concreta governabilità interna, l’ alternativa del rafforzamento di un vero governo europeo. Ma non di uno al seguito dell’ über alles. Che mi riporta – mio malgrado – all’ arbeit macht frei, e mi vengono le nausee.
Bel lavoro, stile accademico; sembra una ottima tesi di laurea, un rassemblement di argomentazioni organiche elaborate su indicazione dei paragrafi e su una scaletta di sviluppo. Mi viene da pensare alle dispense firmate da baroni universitari, su materiali prodotti a costi zero dalla bassa forza degli studenti o dalla manovalanza degli assistenti-linguetta, dai ricercatori e poi imposte per l’acquisto agli studenti di corso a prezzo monopolista. Condicio sine qua non. Teorie ben piazzate sulla graduatoria dell’ ovvio; poco o nulla sulla povertà, sulla recessione, sulla sopravvivenza, sulla famiglia, sulla disumana indecenza del carcere-tortura italiano. Si mangia ogni giorno; non si può aspettare il lungo termine che permea l’ “agenda” di Monti. Che poi, tanto agenda non è, quando si consideri – e salta all’ occhio – che manca un minimo di calendarizzazione delle priorità che incombono sul paese. A partire del sopravvivere delle famiglie,
E sì che la sua elaborazione e sistemazione organica deve aver impegnato moltissimo lavoro, e tempo soprattutto, così pare impossibile che si tratti di un lavoro attuale – scritto proprio dal Monti, nelle sue pause caffè dei suoi fitti impegni governativi in Italia e all’ estero – e fa pensare ad un lavoro di equipe di ghost writer (italiana o straniera) all’ uopo addomesticata o di tipo interfamiliare, specie quando vi si trovano giovani rampolli geni ben piazzati. O è un lavoro pregresso, fatto a suo tempo nella prospettiva ben dissimulata di trasmigrare in politica col botto, alla prima occasione. E non escludo che, se il Boriskarlof Monti si fosse abbassato a leggere e spiegare alle Camere la sua “agenda”, avrebbe potuto riceverne la condivisione. Ma forse è lui che, choosy super partes-über alles di scuola, non accetta esami e valutazioni dai peones cittadini e loro rappresentanti.
A parte i papabili premier davvero disorientati, è ovvio che i clerici vagantes, i giovanni senzaterra, i politici esodati o a rischio trombatura, i disertori, ad alta probabilità di percentuali-voto da prefisso telefonico e di ritorno al mondo reale, civettino e slinguettino l’ homo novus che razzolatutto tranne berlusca – per darsi un tono – loro unica ed ultima speranza. Si serviranno l’ uno degli altri. E se diventeranno una forza, forzeranno senza pudore l’ ultima custodia della nostra libertà. E il Parlamento sarà cosa loro. E non solo quello. Perché a loro favore sarà lui che tramuterà il piombo in oro, il novello Peppino Balsamo.
P.S. Leggo ora che l’agenda Monti gliel’ ha scritta il sen. Ichino, giuslavorista comunista che pubblica le proprie opere con Mondadori (di Berlusconi) ed ha una figlia che lavora per Mondadori (di Berlusconi). Cavalier d’Estremadura, che figuuuura!
Non cambia nulla. Anzi.

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