Note a margine n. 194

UN AUGURIO SPECIALEclessidra

Visto che il mondo non è finito, come si temeva, niente blackout dell’ Umanità. Tutto sommato, non sarebbe stata la soluzione peggiore; sempre meglio che spegnersi lentamente lottando in un feroce corpo a corpo con la paura di morire. E’ questa, in fin dei conti, che ci tiene in vita. Sapere che gli altri vivranno e noi no, e che potranno fare a meno di noi, sapere che sarebbe ingiusto per noi morire dopo che abbiamo superato a fatica la massa di problemi ricorrenti, che siamo riusciti a pagare i ticket per la dose giornaliera del farmaco della sopravvivenza.
Dovrebbe sempre toccare ad un altro; che c’ entriamo noi? Perché proprio noi, che probabilità abbiamo uno su sette miliardi e passa? Perché devono toglierci il tempo che ci spetta? Le statistiche ci arruffianano e ci danno una certa sicurezza.
Ma prima o poi, ci rendiamo conto che le cose non vanno così. E noi non siamo mai preparati a lasciare il tavolo da gioco ad un altro, anche quando ci siamo giocati persino la camicia.
Vivere è il gioco che più ci affascina, ci abbiamo preso il vizio, siamo vitadipendenti, e nella macchina mangiatempo infiliamo i gettoni con la speranza di almeno raddoppiare il capitale o, almeno, di rifarci delle perdite. Finisce, poi, che perdiamo tutti. Frughiamo nelle tasche alla ricerca di un ultimo spicciolo che non c’ è, dobbiamo andarcene e lasciare che altri continuino a giocare, a provare a svuotare il jackpot finché sarà il jackpot che svuoterà loro. Non lo sanno, oppure vanno a testa bassa, rassegnati soltanto a durare ancora un poco, ed un altro poco ancora, a piccoli passi di vincite e perdite.
Il saldo sarà passivo, fallimentare alla fine. E ad uno ad uno resteremo tutti senza una monetina di tempo in mano. Chi se ne va prima lo ha appena capito, ha rimorsi per ciò che ha perso, ma soprattutto lo stolido rimpianto di non avere ancora un ultimo gettone da giocare, un ultimo tentativo, forse sarebbe stato quello buono, la rabbia di non saperlo mai. Guarda gli altri che restano ad infilare gettoni investendo a passare il tempo. Mentre è il tempo che li sta passando. Per le armi.
Ecco, vi auguro il tempo, per farne tesoro e spenderlo per vivere, in ogni caso.
I bellissimi versi di Elli Michler ci suggeriscono come. E’ anche il mio augurio per tutti

Non ti auguro un dono qualsiasi,
Ti auguro soltanto quello che i più non hanno.
Ti auguro tempo, per divertirti e per ridere;
se lo impiegherai bene, potrai ricavarne qualcosa.
Ti auguro tempo, per il tuo Fare e il tuo Pensare,
non solo per te stesso, ma anche per donarlo agli altri.
Ti auguro tempo, non per affrettarti e correre,
ma tempo per essere contento.
Ti auguro tempo, non soltanto per trascorrerlo,
ti auguro tempo perchè te ne resti:
tempo per stupirti e tempo per fidarti
e non soltanto per guardarlo sull’orologio.
Ti auguro tempo per toccare le stelle
e tempo per crescere, per maturare.
Ti auguro tempo, per sperare nuovamente
e per amare non ha più senso rimandare.
Ti auguro tempo per trovare te stesso,
per vivere ogni tuo giorno, ogni tua ora come un dono.
Ti auguro tempo anche per perdonare.
Ti auguro di avere tempo,
tempo per la vita.

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